Addio a George Kennedy, premio Oscar
Nel giorno in cui Hollywood spegne le luci e cala il sipario sulla Notte degli Oscar e sul trionfo di DiCaprio, il cinema piange la scomparsa di George Kennedy, celebre per aver iniziato al sua lunga carriera al fianco di Kubrick, quando non erano entrambi che aspiranti stelle che si affacciavano in direzione di un cielo già allora troppo affollato.
Dopo aver ricevuto la sua doverosa porzione di notorietà e di gloria con l'interpretazione di Spartacus, Kennedy ha assistito all'ascesa di una carriera folgorante, in grado di raggiungere l'apice intorno alla metà degli anni'70 quando l'attore americano divenne l'icona di quel filone, definito “catastrofico”, che avrebbe anticipato le peripezie di Bruce Willis e Tom Cruise nelle due decadi successive.

Interprete di numerose pellicole di successo, da “Terremoto” alla saga di “Airport”, Kennedy ha successivamente saputo cogliere il mutare dei tempi, andando a reinventarsi nella serie tv Dallas e in altre produzioni, come “Una pallottola spuntata” in cui si dimostrò abilissimo ad ironizzare sui seriosi e catastrofici ruoli che avevano contribuito alla genesi del suo mito.
Nato nel 1925 a New York, Kennedy verrà comunque ricordato dai cinefili soprattutto in virtù di quel Nick mano fredda che riuscì a resistere all'usura del tempo e delle mode e a porsi come emblema vivente di un cinema senza tempo, per il quale riuscì ad aggiudicarsi l'Oscar come miglior attore non protagonista uscendo dall'angusto ruolo di “spalla” di Paul Newman.
In concomitanza con la Notte degli Oscar, il cinema deve dunque salutare una delle sue stelle più fulgenti e mantenere acceso il ricordo di un attore in grado di ritagliarsi un posto di rilievo in quel cielo, già ricco di giganti e di nomi diventati leggendari.





