Lo smog accelera il declino delle facoltà intellettuali
Fino a qualche anno fa, chi abitava in val Padana era oggetto di una moderata, ma costante, derisione per via della celebre nebbia che circondava, in ogni stagione e con ogni clima possibile, le pianure lombarde, celando ogni cosa allo sguardo del malcapitato automobilista di passaggio e rendendo problematico il transito alle vetture nelle ore serali.
Con il passare degli anni, non è sicuramente venuta meno la volontà di sfoggiare il proprio orgoglio campanilistico e di deridere i malcapitati lombardi, ma è venuta tuttavia meno la ragione ultima dello sfottò, dal momento che tutta la nostra Penisola si trova perennemente immersa nella nebbia artificiale prodotta dai gas di scarico delle automobili e dagli impianti di riscaldamento, talmente fitta da far apparire la proverbiale e simpatica condensa padana alla stregua di un pioggerella estiva
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Senza voler qui ricordare gli infiniti danni prodotti sulla nostra salute e sui nostri polmoni dalle infernali polveri sottili, vorremmo semplicemente sottolineare come tutto questo smog potrebbe renderci un giorno (non troppo lontano) completamente incapaci di ricordare le nostre basilari esperienze, sfottò ai lombardi inclusi.
Secondo uno studio condotto dalla University of Southern California e pubblicato su The Journal of Gerontology Series, lo smog, oltre a martoriare il nostro apparato respiratorio, accelererebbe il declino delle nostre facoltà cognitive, spalancando le porta alla demenza senile e alla perdita di memoria.
I ricercatori californiani sono giunti a questa (per altro, drammatica) conclusione al termine di un esperimento condotto su 780 soggetti, tutti al di sopra della soglia dei 55 anni, ai quali sono stati misurati i livelli cognitivi e il gradi di memoria attraverso vari test, al fine di istituire una correlazione diretta tra lo stato di salute della loro memoria e i livelli di smog presenti nei loro quartieri di residenza.
Dal breve esperimento è emerso che laddove i livelli di polveri sottili (in particolare quelle classificate in base al loro diametro PM 2,5) superavano con ampio margine la soglia ritenuta a rischio, con concentrazioni in gradi di spingersi fino a 13,8 microgrammi per centimetro quadrato, gli anziani residenti riscontravano una maggior frequenza nella perdita di memoria e un declino cognitivo più avanzato rispetto ai loro coetanei.
I soggetti che risiedevano nei quartieri più inquinati tendevano infatti a commettere un maggior numero di sbagli durante i test elaborati per calibrare la perdita di memoria, con punte di errori che si spingevano fino ad una volta e mezzo quella registrate dagli anziani che abitavano nei quartieri “verdi” delle stesse città.
Come se non bastassero gli abituali problemi di salute, riscontrabili al primo colpo di tosse, connessi con l'inquinamento metropolitano, la ricerca americana mette in luce un aspetto fino ad ora inedito dei danni sul nostro corpo prodotti dalle emissioni funeste, spostando l'attenzione su un aspetto cerebrale e su una fascia d'età tradizionalmente a rischio.
Se volete mantenere intatta la vostra preziosa memoria il più a lungo possibile, cercate quindi di usare la bicicletta o le vostre scarpe per gli spostamenti che non richiedono tassativamente l'utilizzo di una mezzo a motore, senz'altro ne risentiranno le condizioni di salute complessive del vostro organismo e riuscirete a ricordare, molto più a lungo, quei tempi lontani in cui la nebbia era un fenomeno limitato alla sola Val Padana.



