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Addio al gran premio di Monza, l'annuncio di Ecclestone In evidenza

Addio al gran premio di Monza, l'annuncio di Ecclestone

In un notissimo spot di una nota carta di credito, vengono elencate in successione tutte le cose che si possono acquistare facendo ricorso al tesserino in questione (e ovviamente al denaro presente sul nostro corrente), salvo poi ricordarci tuttavia, che alcune cose non hanno prezzo e che nemmeno il potente strumento può porre rimedio ad un patrimonio puramente emotivo.

Nella Formula 1 moderna, dai motori ovattati e dalla regole sempre più assurde (preparatevi dall'anno prossimo ad assistere alle ripartenze da fermo, ad ogni ingresso della Safety Car), pare invece che anche le emozioni, i ricordi e la gloria abbiano un prezzo.

Ecclestone

Non soddisfatto di avere aggiunto al calendario una serie di Gran Premi soporiferi almeno quanto un decotto di valeriana, con il sapiente zampino dell'architetto Tilke; il saggio patron della Formula 1 Bernie Ecclestone, ormai giunto alla soglia degli 84 anni, non aveva probabilmente di meglio da fare in questie afose giornate estive, che non decidere di rimuovere dal novero del Circus quella che è una della più alte istituzioni dell'automobilismo mondiale.

Salvo un'ennesima retromarcia, pare infatti che, dopo il 2016, il Gran premio di Monza verrà definitivamente cancellato dal calendario, in quanto considerato dall'azienda Formula 1 come poco appetibile a livello di introiti e "disastroso da un punto di vista commerciale”, dunque non idoneo (per dirla con De Andrè) a salire su quel meraviglioso motore che ci porta avanti tutti (quasi), maschi, femmine e cantanti, su un tappetto di contanti, nel cielo blu.

Adesso, senza nulla voler togliere (spettacolo a parte) a quella lunga lista di gare-cartolina inserite nel calendario presso località improbabili ad orari ancora più improbabili con il solo obiettivo di spalancare nuovi mercati al mondo delle monoposto e dei diritti televisivi, vorremmo ricordare al simpatico ottuagenario, dal basso della nostra insipienza, quello che rappresenta Il Gran Premio d'Italia per l'automobilismo.

Monza non è solo la pista più veloce dell'intero panorama attuale (il vecchio Nurburgring è stato talmente amputato e ricucito da diventare quasi un kartodromo): Monza è il teatro delle imprese impossibili; del record di velocità assoluta fatto registrare in Formula 1 (380,5 km/h); della rimonta impossibile di Jim Clark che ancora oggi accende la passione dei più attempati; dell'incredibile doppietta Berger-Alboreto targata 1988 e soprattutto del cuore sportivo di un marchio, senza il quale la Formula 1 non esiterebbe e forse non sarebbe mai esistita.

Alla base della volontà di non rinnovare il contratto con l'autodromo di Monza, in sadenza nel 2016,  giocano numerosi fattori, tra i quali spicca (a detta del patron Formula 1), un significativo calo di interesse da parte del pubblico italiano verso il mondo della Formula 1, spiegabile in base al semplicistico assunto che prevede meno audience negli anni in cui la Ferrari risulta essere poco competitiva.

Sullo scarso interesse del pubblico italiano, da sempre tra i più calorosi e appassionati del mondo, si potrebbe aprire un capitolo a parte ed elencare un'infinità di ragioni (a partire dalla pessima gestione dei diritti tv, fino alle regole anti-spettacolo) in grado di fornire uno specchio più attendibile rispetto all'equazione fornita da Ecclestone, rimarcando il fatto che; a prescindere dai graditissimi trionfi Ferrari, l'audience italiana deve il suo disinteresse a questioni di legittime esigenze e non sicuramente al capriccio legato alla sconfitta dei propri beniamini.

Prepariamoci dunque alla sostituzione del Gran Premio di Monza con qualche ennesima gara dai sorpassi impossibili, tenendo ben saldi dentro di noi tutti i ricordi legati alla pista brianzola e le emozioni che la gara ha saputo regalarci negli anni; emozioni che anche in questa Formula 1 moderna continuano a non aver prezzo. Per tutto il resto, c'è Ecclestone.

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