Salone del Gusto: quando il cibo unisce i popoli
Per quanto reality e talent shows incentrati sulle prelibatezze gastronomiche cucinate ad angoli del pianeta che faremmo fatica ad identificare sulla cartina siano ormai diventati noiosi quanto le zanzare, a tutte queste trasmissioni va riconosciuto il merito di aver sdoganato l'immagine del cibo come collante tra i popoli e di aver portato all'attenzione del grande pubblico il ruolo cruciale che riveste l'alimentazione nel regolare i rapporti tra diverse tradizioni e differenti culture.
Proprio su questo tasto intende battere la rassegna torinese Salone del Gusto i previsione dell'edizione 2016, presentandosi in una veste completamente rinnovata e rivolta a promuovere l'armonia tra i popoli condotta attraverso l'unione e la compenetrazione di culture gastronomiche diverse tra loro, ma accomunate dallo stesso rispetto sacrale nei confronti del cibo e dalla volontà di ricondurre al sfera del gusto lontano dalle logiche industriali prodotte da fast food e consimili.

Inserito nella rassegna Terra Madre che prenderà il via a Settembre nel quartiere Lingotto di Torino, il Salone del Gusto 2016, ideato e voluto dal fondatore di Slow Food Carlo Petrini , vedrà la presenza di oltre 1000 espositori provenienti da differenti nazioni e pronti a trasformare la città della Mole nel luogo ideale per far comprendere come l'Europa e il Mondo possano trovare la loro reale ed auspicata unione proprio nel reciproco scambio enogastronomico.
Nel corso della presentazione ufficiale dell'evento, lo stesso Petrini ha infatti ribadito come Terra madre e Salone del Gusto mirino ad abbattere tutti quei muri, fisici ed ideali, tornati in auge in un mondo in cui carestie e terrorismo hanno trasformato l'apprensione per la sicurezza nazionale in una forma di chiusura nei confronti del “diverso” e nel modo per allontanarsi da quelle infinite realtà etniche e popolari che paiono tristemente destinate a trovare cittadinanza all'interno di quegli infiniti e noiosissimi talent shows.





