Se esistesse un'ipotetica lista di cose alle quali faremmo un'immensa fatica a rinunciare in quanto Italiani, probabilmente il rituale dell'aperitivo entrerebbe in un'altrettanto ipotetica Top Ten, collocandosi subito a ridosso della pasta asciutta cucinata dalla mamma e magari un po' più in alto di Reality e Talent Shows, nonostante i dati auditel ci pongano tra i maggiori frequentatori virtuali di salotti e scuole di cucina mediatiche.
Un po' perché è associato ad un momento della giornata che coincide con la fine delle preoccupazioni quotidiane in vista della cena, un po' perché l'aperitivo è intimamente connesso con la storia della nostra Nazione, dire addio a tutte quelle bollicine e a quei deliziosi assaggini (chiamateli pure Finger Food se vi va; anche l'attribuire al cibo nomi inglesi fa parte della nostra recente cultura, in fondo) risulta spesso impossibile, anche a fronte di chili in eccesso e girovita in aumento.
Il moderno rituale dell'aperitivo nasce oltre duecento anni fa a Torino con l'invenzione del Vermut e diviene rapidamente l'emblema dell'indipendenza nazionale, trovando proprio in Garibaldi un inatteso sponsor utile a cementare la rinnovata unità, mediante l'istituzione di pratiche (soprattutto di natura alimentare) volte a consolidare il nascituro spirito patriottico.

Se, tuttavia, la vostra mole vi preoccupa in misura maggiore della Mole Antoneliana, dalla quale tutto ebbe inizio, non preoccupatevi: l'aperitivo, infatti, oltre a rilassarvi e porvi in comunione con una storia secolare, pare non nuoccia assolutamente alla vostra linea, anzi.
Secondo quanto emerge dai dati recentemente forniti dagli esperti dell'Osservatorio Nestlè, dalla Fondazione Adi e dall'Associazione Italiana di dietetica e nutrizione clinica, l'abitudine di consumare un breve spuntino in un orario pre-serale, aiuterebbe a mantenere la linea e a scongiurare l'accumulo dei chili in eccesso.
Alla base della recente scoperta vi è il ruolo giocato dal nostro metabolismo, il quale risulta più soggetto a “velocizzarsi” in corrispondenza di un maggior numero di piccoli pasti ingeriti nell'arco della giornata (sempre a patto che l'apporto calorico complessivo venga redistribuito e non aumentato), aiutando l'organismo a smaltire con maggiore facilità gli alimenti consumati.
Una norma, ormai accettata dai nutrizionisti di tutto il mondo, suggerisce infatti di preferire cinque piccoli pasti quotidiani, rispetto ai due (o tre) tradizionali e di suddividere il numero complessivo delle calorie corrispondenti al proprio fabbisogno in micro-unità, al fine di non rallentare la digestione e di risvegliare, appunto, il metabolismo sopito.
Se la pratica dell'aperitivo è dunque un'ottima occasione per “spezzare la fame” in vista della cena, gli esperti raccomandano tuttavia di dosare il consumo di bevande alcoliche con estrema parsimonia: un bicchiere di Prosecco, ad esempio, ha infatti 80 calorie e una consumazione eccessiva potrebbe fungere da contraltare ai benefici derivanti dal fatto di placare l'appetito in vista della cena.
Bene l'aperitivo dunque, purché si riesca a limitare alcolici e porzioni: lo spuntino ideale sarebbe dunque quello che associa bevande a basso apporto calorico (succhi di frutta) con la consumazione di alimenti non eccessivamente grassi e utili a mantenere la linea, come bruschette o verdure fresche.
Pare non occorra dunque che rinunciate ad uno dei momenti più amati della vostra giornata; sapendo cogliere le giuste occasioni, il rituale dell'aperitivo potrebbe addirittura aiutarvi ad abbattere i fastidiosi chiletti in eccesso, concedendosi così magari il lusso di scalare ulteriori posizioni nell'ipotetica Top Ten delle cose a cui proprio non si può rinunciare, sempre a patto che a nessuno venga in mente di spodestare la pasta asciutta della mamma dalla sua doverosa posizione.










