Tutti coloro che sognano un futuro prepotentemente automatizzato e segnato da un intervento umano ridotto allo stretto indispensabile (giusto per non atrofizzare muscoli e articolazioni), hanno trovato sotto l'albero di Natale un regalo destinato a suscitare la loro curiosità e a solleticare la loro fantasia visionaria; regalo che, guarda caso, assomiglia in modo piuttosto marcato proprio ad un panettone semovente.
Giunge proprio oggi infatti la notizia dell'imminente avvento su strada delle attesissime Google Cars, vetture all'interno delle quali le abilità di guida del conducente risultano utili più o meno quanto una caldaia a carbone, essendo l'intero processo di guida affidato ad una componente robotica in grado di muovere, direzionare, indirizzare e perfino parcheggiare la strana automobile di Mountain View.

Tramite un roboante annuncio postato sul suo social network d'elezione, Google hareso noto al mondo intero il superamento della fase in cui Google Car era relegata a prototipo e indicato una data prevista (la primavera 2015) per il debutto su strada della prima automobile completamente automatizzata al mondo.
L'ingresso nel mondo delle vetture vere e proprie di Google Car avverrà in California, unico Stato che consente al momento la circolazione di vetture prive di conducente, non prestando troppa attenzione la legge locale a quel complesso labirinto burocratico che prevede una netta ridefinizione degli ambiti in caso di sinistro e di attribuzioni di responsabilità in caso la vettura non si trovi malauguratamente a seguire le direttive emanate dai vari codici della strada a livello nazionale.
Mentre gli ultimi test su pista paiono rapidamente eliminare le problematiche riscontrate durante le fasi embrionali di sviluppo del prototipo (cattivo funzionamento in caso di pioggia e difficoltà di condurre la vettura offline su tutte), a spaventare il colosso di Mountain View è più il versante relativo alle normative d'utilizzo che non la funzionalità del veicolo, dal momento che ridisegnare uno scenario legislativo a livello mondiale che consenta la circolazione di vetture-robot non sarà un'impresa semplice e di breve durata.
La speranza di Google è quella che un eventuale successo del suo prodotto e l'intrinseca capacità di fungere da ausilio per tutte le persone che non si trovano in condizioni di guidare macchine “normali” (a causa di menomazioni o di semplice stato d'ebrezza) favoriscano la benevolenza dei legislatori e l'avvento di nuovi codici della strada in grado di porre l'accento sul fattore sicurezza garantito dal loro prodotto, anche andando a discapito di punti sulla patente e costatazioni amichevoli, il cui ruolo in caso di incidente è perennemente destinato a rimanere oscuro, data l'assenza di conducente.
Se dunque rientrate nella fitta schiera degli innamorati del progresso tecnologico e vi piacerebbe potervi spostare tranquillamente da una città all'altra senza il ricorso a pedali, leva del cambio e volante, l'imminente Natale potrebbe essere l'ultimo che vi tocca passare alle prese con maratone di guida alla ricerca di amici e parenti: non vi è dubbio alcuno che, una volta davanti al sospirato panettone, un pensierino correrà in direzione di quella strana macchina, così simile e così comoda.
Secondo le stime recentemente diffuse da Fedaralberghi, la stagione invernale che si appresta a partire in concomitanza con le vacanze natalizie, più che lasciar presagire l'inizio di un periodo sereno all'insegna delle settimane bianche, pare tristemente destinata ad essere ricordata per un susseguirsi di settimane nere che costringeranno oltre 48 milioni di Italiani a rimanere a casa, 30 dei quali a causa di problematiche di natura economica.
A fianco di una schiera, mai così ampia, di Italiani rintanati forzatamente tra le mura domestiche, la popolazione dei vacanzieri irriducibili risulta invece orientata, come da tradizione, in direzione di quelle località sciistiche che rappresentano una delle eccellenze nostrane a livello mondiale e che si arricchiranno quest'anno della presenza di una copertura di rete di tipo 4G destinata a porsi come ulteriore incentivo per tutti color che sono ancora amleticamente indecisi se partire o non partire.

Dal momento che le nostre ferie hanno sempre più preso a far rima con la volontà di essere connessi anche nel cuore di un atollo al largo delle Hawaii o sulle cime innveate dell'Everest, Vodafone ha deciso di estendere l'avveniristico segnale di rete 4G e 4G+ anche alle principali località sciistiche italiane, consentendo così un accesso alla rete rapido ed efficiente anche a seguito di una discesa libera o nel bel mezzo di uno slalom gigante.
Tra le 100 località tempestivamente coperte dal segnale Vodafone, non mancheranno logicamente le più rinomate stazioni sciistiche italiane, tra le quali spiccano (in ordine sparso): Courmayeur, Cortina, Corvara, Ortisei, Pinzolo e Madonna di Campiglio, dove è già possibile navigare tramite smartphone o tablet alla velocità di 225 mega al secondo.
L'ampissimo raggio di della copertura 4G e 4G+ è stata resa possibile da un lungimirante piano di investimenti (denominato Piano Spring) messo in atto dal colosso delle telecomunicazioni con un discreto margine d'anticipo sulla concorrenza, che prevede di riuscire a coprire con il segnale il 77% del territorio italiano entro la primavera 2015 (da qui il nome) a fronte di un investimento stanziato pari 3,6 miliardi di euro.
In attesa che gli altri gestori di telefonia mobile corrano ai ripari, favorendo una rapida riconversione al 4G, i clienti di Vodafone potranno beneficiare della simpatica sorpresa sotto l'albero, utile magari a convincere gli irriducibili del lavoro a partire per qualche giorno potendo svolgere le comuni mansioni d'ufficio dall'alto delle cime innevate e concedendo così un minimo respiro a loro stessi e a quella Federablerghi martoriata dal susseguirsi di settimane sempre più nere.
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Una volta completata faticosamente la collezione dei regali di Natale, dopo aver scandagliato a fatica gli abissi dei magazzini dei centri commerciali o atteso per giorni l'arrivo del postino con in mano l'agognato pacco proveniente dal misterioso regno di internetlandia, l'ultimo ostacolo che si pone tra noi e la quiete assoluta è rappresentato dagli auguri da inviare a chiunque rientri nella sfera delle nostre conoscenze.
Se fino ad una ventina di anni fa bisognava armarsi di pazienza, inchiostro e bolletta telefonica al fine di non incappare nelle ire di amici, conoscenti, vicini, parenti e relativi, l'avvento di un sistema di messaggistica istantanea su scala planetaria è riuscito a sgravarci del faticoso onere di trascorrere vigilia e antivigilia scrivendo bigliettini ed effettuando lunghe telefonate interurbane.

Secondo i sociologi italiani, pare infatti che il Natale 2014 vedrà una netta la prevalenza di messaggi inoltrati tramite Whatsapp e di biglietti di auguri creati ad arte tramite Instagram, con la stragrande maggioranza dei nostri connazionali che dichiara una spiccata preferenza per tutti quei moderni sistemi che consentono un enorme risparmio in termini economici e di tempo.
Se tuttavia il ricorso ad auguri via messaggio o social network consentiranno di ridare ossigeno a finanze messe a dura prova da regali e presenti vari, pare che l'elemento legato alla creatività individuale sia destinato a sopravvivere, dal momento che la diffusa facilità di comunicazione (e dunque di confronto) tra i destinatari dei nostri auguri ci spinge spesso in direzione di soluzioni originali e personalizzate in grado di non banalizzare o stereotipare il solenne momento.
Secondo i dati raccolti attraverso un rapido censimento natalizio condotto dalla società Network, persisterà comunque una ragguardevole fetta di popolazione (stimata tra il 20 e il 25%) intenzionata a non cedere alle lusinghe della modernità e perpetrare l'antica tradizione che prevede il ricorso a cartoline e biglietti, rigorosamente cartacei, e a lunghe telefonate, rigorosamente a pagamento, con l'intento di non correre il rischio di banalizzare i propri auguri e di non scontentare gli amici e i parenti più stretti mediante l'impiego di una proposta a costo zero.
Qualunque sia il metodo di fare gli auguri natalizi in grado di incontrare le vostre preferenze, l'importante è farli, cercando di dedicare qualche minuto ad un pensiero destinato a suscitare gioia in chi lo riceve: in fondo; dopo le trasferte in tenuta da palombaro nei magazzini dei centri commerciali e gli appostamenti in stile vedetta alla ricerca del postino; un messaggio, una foto o una telefonata appaiono alla stregua di un compito veramente agevole e simpatico.
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