Non molto tempo fa mi è capitato di imbattermi in un lungo documentario incentrato sulle vicende dei bambini in Corea del Sud, sottoposti ad un'esposizione a input di natura tecnologica talmente massiva da rendere i piccoli in età scolare (e pre-scolare) in grado di risolvere problematiche di natura informatica in un tempo paragonabile a quello che noi impieghiamo per capire se il cavo di alimentazione del pc è correttamente inserito nella presa.
L'educazione infantile basata sull'ausilio di supporti tecnologici è sempre più all'ordine del giorno dei vari ministeri dell'istruzione e la credenza che tablet, smartphones e computers siano in grado di sviluppare le facoltà cognitive dei bambini in maniera molto più rapida ed efficace dei vari albi da colorare e cubi di Rubik, sta diventando paradigmatica ad ogni latitudine.

Dal momento che non tutto ciò che luccica è proverbialmente oro (nemmeno a Seoul), l'Osservatorio nazionale sulla salute dell'infanzia e dell'adolescenza (Paidòss) ha recentemente lanciato un allarme relativo alla sovraesposizione dei bambini a strumenti tecnologici, considerata come uno dei fattori scatenati di insonnia e disturbi comportamentali.
Da un'indagine compiuta su base statistica nel nostro Paese, è infatti risultato che i bambini italiani (tra i 3 e i 14 anni) hanno perso mediamente un'ora di sonno a notte rispetto ai loro coetanei nati nel secolo scorso e che il processo di erosione del normale ciclo sonno-veglia è strettamente connesso con l'avanzamento tecnologico che porta milioni di genitori ad abbandonare i loro figli davanti ai più disparati dispositivi elettronici.
Passare numerose ore al giorno davanti a tablet e smartphones è infatti un'esperienza profondamente stressante per i bambini, dal momento che videogiochi e altre attività producono un innalzamento adrenalinico paragonabile a quello che avviene durante una seduta di esercizio fisico, con la differenza che, nel caso di attività sportive all'aria aperta (di natura aerobica), lo stress accumulato viene sublimato dalla sudorazione e dalla respirazione, contrariamente a quanto avviene con attività “sedentarie”, dove il carico emotivo produce invece aggressività, irrequietezza e insonnia, non riuscendo a trovare una normale valvola di sfogo corporea.
Il rapporto di Paidoss, che individua nella cattiva alimentazione un'ulteriore causa della frequente insonnia infantile, verrà presentato a Napoli nel corso del primo Forum sull'infanzia che si svolgerà dal 25 al 27 settembre e si propone di portare alla luce quel lato oscuro dell'esposizione alla tecnologia che rappresenta il prezzo da pagare (in caso di abuso) per un più rapido sviluppo a livello cognitivo delle facoltà infantili.
Raccomandiamo, pertanto, di prestare attenzione alla qualità e alla quantità di tempo che i vostri figli trascorrono in compagnia della tecnologia e di non trascurare l'importanza dei primi disturbi del sonno che compaiono in età infantile: l'insonnia è spesso una problematica di difficile risoluzione che può aggravarsi in età adulta, fino a spingerci a trascorrere le nottata in compagnia di documentari sui bambini sud coreani, nella vana speranza di riuscire a chiudere occhio.









