Non molto tempo fa, ha tenuto banco nelle aule del mondo politico nostrano una lunga e annosa disputa sull'opportunità di introdurre nel nostro sistema elettorale le cosiddette “Quote Rosa”, volte a garantire in modo matematico un'equa distribuzione dei seggi parlamentari tra maschietti e femminucce, all'interno dei vari partiti, movimenti e schieramenti.
È giusto che la presenza parlamentare femminile venga regolamentata per legge; oppure è meglio lasciare agli elettori la facoltà di decidere quale candidato sia più meritevole (o meno immeritevole) di entrare in Parlamento, indipendentemente dal sesso e da altri parametri stabiliti per nascita?
Sospendendo la risposta al quesito e lasciando che ognuno si costruisca la propria idea sulla base di preferenze e inclinazioni individuali, ci preme passare rapidamente da un piano astratto, popolato da poltrone e poltroncine, ad uno molto più pratico, dove sedili, manubri e motori attestano la vitalità del genere femminile in un campo ritenuto per anni appannaggio esclusivo degli uomini, sulla base di fastidiosi stereotipi culturali.

Il recentissimo International Female Ride Day (3 Maggio scorso), giornata mondiale dell'orgoglio motociclistico tutto rosa, ha risvegliato l'attenzione di un universo tendenzialmente maschio-centrico sul fenomeno delle donne motocicliste; realtà in netto aumento e ormai difficile da ignorare persino per tutti quei bikers che relegano il ruolo del Gentil Sesso su due ruote alla parte posteriore del sedile e ad un vigoroso abbraccio nel mezzo di una curva in piega.
La manifestazione, ideata nel 2007 dal sito motoress.com, è diventata rapidamente un fenomeno virale e si è trasformata nell'occasione, attesa per decenni dalle centaure di tutto il mondo, per ribadire a gran voce la propria appartenenza e per chiedere un numero crescente di spazi in un mondo agonistico ancora dominato dai clichèes.
Le donne che passano con gioia e abilità dal ruolo di "zavorrina" a quello di pilota sono sempre di più, come in aumento esponenziale è la quota di coloro che invece che lavare la motocicletta al proprio compagno o ad uno sconosciuto (magari in bikini, giusto per non risparmiare nulla al mondo degli stereotipi), preferiscono lavare la propria, al ritorno da una lunga escursione su due ruote.
Ad attestare un ritrovato entusiasmo del mondo femminile verso le motociclette sono recentemente giunte le stime elaborate dal Motorcycle Industry Coucil americano, che hanno messo in luce l'esplosione di un fenomeno ormai diventato di massa e sempre più apprezzato dalle neo-centaure, per via delle indubbie proprietà anti-stress garantite dalla guida di un mezzo a due ruote, spesso più agevole e rilassante di un'automobile.
Negli Stati Uniti, la percentuale delle donne che dichiarano di possedere un veicolo a due ruote (senza specificare modelli e cilindrate) è salita al 12,5% del mercato complessivo, aumentando di oltre due punti percentuali nell'arco degli ultimi quattro anni e andando ad incidere in modo significativo su una fetta di mercato relativa al continente più “motorizzato” del Pianeta.
Alle basi di un successo che pare irrefrenabile, giocano numerosi fattori; secondo le motocicliste intervistate dal portale WomenRidersNow.Com, tutte coloro che hanno recentemente acquistato una motocicletta dichiarano di aver ricevuto innumerevoli benefici dalla loro scelta in termini di salute e felicità complessiva: sia che si utilizzi la moto per diletto o per spostamenti quotidiani, il passaggio dalle quattro alle due ruote si è rivelato un toccasana in termini di praticità e serenità psico-fisica.
Nel nostro Paese, purtroppo, il fenomeno non ha ancora raggiunto le dimensioni della piacevole epidemia d'Oltreoceano, ma il trend pare anche qui in netta crescita, a partire dal 2003, anno di svolta nel motociclismo femminile italiano, che ha visto l'acquisto di 100.000 nuovi veicoli per mano del gentil Sesso (pari al 3% del mercato complessivo) e che ha dato il via ad una lenta, ma costante parabola ascendente, confermata anche da recenti indagini di mercato condotte dal portale Subito.it.
Quello delle donne in moto è dunque un fenomeno che pare destinato a crescere inesorabilmente fino a diventare inarrestabile, a meno che i maschietti non si coalizzino per introdurre delle “Quote Azzurre” nel mercato motociclistico, al fine di non trovarsi un giorno a fare da zavorrini o da ombrellini alle loro abili ed arrembanti compagne.
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