Tanto tuonò che piovve.
Se la pratica di procrastinare e rimandare all'indomani ciò che può essere fatto oggi, in fondo, è un'arte tutta italiana, persino il più ozioso tra i nostri concittadini avrebbe faticato a credere che la bufera di lampi e tuoni lanciata da Marchionne sull'asciuttissimo asfalto di Monza sarebbe rimasta un fenomeno temporalesco isolato.
Ed e così che, dopo due giorni di attenta riflessione agitati dalla prima rottura di Alonso dai tempi di Mosè, il dottor Luca Cordero di Montezemolo ha deciso di farsi da parte e di assumere sulle sue spalle l'onerosa croce (più simile alla stella a tre punte di casa Mercedes, a dire il vero) rappresentata da una delle stagioni più disastrose di sempre in casa Ferrari.

Montezemolo lascerà la presidenza del Cavallino entro il 13 Ottobre prossimo, data che coincide con i festeggiamenti per i 60 anni di storia Ferrari in America, al termine di un lungo regno, iniziato nella stagione seguente a quella del quasi-trionfo di Prost in rosso del 1990 e coronata dalla conquista di sei titoli mondiali e da numerosi successi sfumati a pochi metri dall'ultimo traguardo (1998, 2008 e 2010, giusto per ricordarne qualcuno).
L'incarico verrà tempestivamente ricoperto da Sergio Marchionne, Amministratore Delegato Fiat, noto in ogni angolo del mondo per la sua abilità nel risollevare un'azienda prossima al fallimento e alimentata grazie agli aiuti dello Stato, ma anche in virtù della sua non proprio ortodossa tendenza a liquidare le vertenze sindacali alla stregua di bruscolini negli occhi e per l'aver dato il la ad una delocalizzazione della produzione che ha portato milioni di Italiani a domandarsi se le nuove vetture Fiat vadano ordinate alla casa madre in lingua Italiana, Inglese, Polacca o in Serbo-Croata.
Dopo 23 anni, l'universo Ferrari assiste dunque ad uno storico cambio della guardia, il cui passaggio di testimone è stato concordato, a detta di Marchionne, col pieno consenso dei due protagonisti della vicenda e con l'obiettivo comune di riportare il Cavallino ai vertici della Formula 1.
Se ne va così, con il clamore dei mercati che accolgono la notizia con un generale rialzo del titolo Fiat, l'ultimo dei grandi capri espiatori della recente Storia Ferrari, resta ora da stabilire se Marchionne riuscirà a tradurre in pratica i suoi lungimiranti intenti o se resteranno solamente tanti tuoni nell'aria a fare da contorno ad un asfalto asciutto, ideale allo strapotere dei motori Mercedes.









