Anche in un'era segnata dalla strapotere dei mezzi di comunicazione online, l'obsoleta e vetusta televisione continua ad avere un impatto enorme sui costumi globali: se fino a pochi anni fa, l'attività di chef era vista come un impiego dai turni massacranti e dalle gratificazioni piuttosto esigue; grazie al messianico avvento del simpatico Gordon Ramsay e dei suoi (più o meno azzeccati) emuli, fare lo chef è diventata l'aspirazione principale per milioni di cittadini che fino al giorno prima leggevano sei volte le istruzioni sulla scatola dei sofficini prima di cimentarsi con la cottura.
A tutti gli aspiranti ristoratori da incubo o concorrenti di Master Chef, il mondo della scienza è recentemente giunto a fornire delucidazioni relative alle modalità attraverso il quale il gusto risulta riconducibile ad una sfera “cerebrale” e non ad una semplice questione sensoriale, come ipotizzato fino ad oggi.

Un'equipe di ricercatori facenti capo alla Columbia University ha infatti scoperto che la predisposizione verso l'universo del gusto e la conseguente abilità tra i fornelli sono riconducibili all'esistenza di particolari neuroni che si attivano in corrispondenza con l'azione svolta dalle papille gustative: se gli oltre 8000 sensori di gusto posizionati sulla nostra lingua rappresentano lo strumento tramite il quale distinguiamo i sapori, il processo pare non terminare qui e condurre in direzione di alcune particolari cellule cerebrali situate in corrispondenza delle papille.
I ricercatori americani sono giunti a questa conclusione al termine di un esperimento su un gruppo di cavie da laboratorio alle quali è stato iniettato un liquido di contrasto per monitorare l'eventuale attivazione di arre cerebrali in corrispondenza di una particolare alimentazione, di tipo chimico, atta a rappresentare in forma estrema l'intero spettro dei sapori (salato, amaro, dolce e acido).
La scoperta dell'esistenza di un circuito neurale preposto all'elaborazione dei sapori getta dunque una nuova luce sulla tradizionale visione del gusto, abbinando le tradizionali facoltà precettive ad una sfera cerebrale, dalla quale dipende buona parte della nostra elaborazione gustativa e delle abilità destinate a riverberarsi sulle nostre capacità in cucina.
Se dunque rientrate nel novero degli aspiranti concorrenti ai vari reality shows gastronomici, in attesa di presentarvi alle selezioni, controllate magari che i vostri neuroni siano predisposti verso la nobile arte culinaria, prima di vedervi maltrattati in mondovisione da qualche star internazionale della cucina; magari più abile di voi dietro ai fornelli, ma sicuramente priva di gusto nell'esporre i propri rifiuti e le proprie motivazioni









