La maggioranza dei ragazzini appassionati di musica sogna di potersi dedicare un giorno all'arte del canto e di emulare così i propri idoli, una cospicua fetta di giovani vuole imparare a suonare la chitarra o la tastiera, i ragazzi più irrequieti desiderano cimentarsi con la batteria e poi ci sono gli aspiranti bassisti, i quali si trovano spesso costretti a difendersi dalle infondate perplessità dei loro coetanei, sostenendo che il basso elettrico è uno strumento del tutto particolare: non si avverte subito il suo suono (salvo in caso di una cover band degli Iron Maiden), ma quando manca, tutto crolla.
Ecco, se i cinque sensi fossero una rock band, l'olfatto sarebbe senza dubbio il bassista del gruppo: perennemente in disparte rispetto ai quattro fratelli maggiori; reputato spesso superfluo o addirittura fastidioso, emarginato dalla sfera percettiva e cognitiva dai paradigmi neurologici dominanti; l'olfatto ricopre in realtà un ruolo essenziale nel processo conoscitivo della realtà e una sua improvvisa scomparsa denota problematiche mediche serissime.

In base a quanto sostiene una recente ricerca condotta presso l'Università di Chicago, la perdita delle facoltà olfattive in età senile si accompagna ad un elevatissimo rischio di morire entro un lasso di tempo pari a cinque anni dal verificarsi del fenomeno, anche se la correlazione portata alla luce dagli esperti americani pare essere frutto di un'indagine statistica e non di una necessità di tipo causale.
I medici di Chicago hanno infatti condotto un lungo esperimento su 3 mila soggetti di età compresa tra i 57 e gli 85 anni, con l'intento di scoprire se il fenomeno legato alla scomparsa delle facoltà olfattive possa essere correlato con la prematura scomparsa dei soggetti vittime della sintomatologia, mediante l'impiego di particolari Sinffin'Sticks, dispositivi simili ad pennarelli che emettono ododri facilemnte riconoscibili (menta, rose, arancia, etc) permettendo così di calssificare il livello olfattivo dei soggetti sottoposti in base alla loro abilità nel riconoscere le fragranze.
Al termine dello studio, durato cinque anni, i ricercatori hanno constatato che tra i 430 pazienti deceduti nel corso dell'esperimento, una larghissima porzione aveva lamentato disturbi olfattivi di varia entità o faticava a riconscere gli aromi prodotti dallo Sniffin'Stick e che pertanto, doveva esistere un nesso tra il calo (o la perdita) dell'olfatto e il rischio di mortalità precoce.
Quale sia esattamente questo nesso, la medicina non è al momento in grado di spiegarlo; l'ipotesi che ha preso corpo al termine dello studio pubblicato su Plos One è che i disturbi olfattivi siano la spia deputata a segnalare problematiche di salute gravi e potenzialmente mortali, sebbene il processo che porti a determinarne le cause appare ancora lungo e piuttosto in salita.
In sostanza, pur non essendo di per sé la perdita dell'olfatto classificabile come un'autentica patologia potenzialmente letale, i repentini cali funzionali potrebbero costituire il quadro sintomatologico di una causa ancora oscura in grado di condurre alla morte in una arco di tempo massimo pari a 5 anni.
I medici hanno comunque invitato ad evitare allarmismi e a sottoporsi ad accertamenti completi in caso di perdita olfattiva che possano escludere la presenza di cause fisiologiche o di altre problematiche: la nuova metodologia di indagine si pone dunque come un nuovo interrogativo per il mondo della medicina e rivaluta il ruolo giocato dall'olfatto all'interno del corretto equilibrio dell'organismo: insomma, quando viene a mancare, tutto crolla.









