Facendo un po' di zapping qua e là mi sono recentemente imbattuto in un film del 2000, piuttosto ingenuo e registicamente trascurabile, dal titolo S.Y.N.A.P.S.E., che narrava le vicende di alcuni giovani programmatori, fanatici dell'open source e costretti a cadere vittima delle malvagie trame ordite dalla multinazionale di turno e da un Tim Robbins malamente travestito da Bill Gates.
A quindici anni di distanza, dei numerosi vagheggiamenti di un imminente conflitto su scala globale tra copyright e open source, resta gran poco, così come resta gran poco della (nobilissima) pretesa dei giovani sviluppatori di tutto il mondo di sottrarre rilevanti quote di mercato alle grande aziende; salvo nel caso di Mozilla Firefox, unico colosso di settore in grado di sfidare per lungo tempo Micorosoft, Google e Apple ad armi quasi pari.

Per il suo decimo compleanno, il browser open source più famoso del mondo si concede il lusso di alcune varianti orientate in direzione del fattore privacy che potrebbero rilanciare le quotazioni di Mozilla, ultimamente un po' offuscate dalla velocità di Chrome e dai netti miglioramenti introdotti nelle ultime varianti di Explorer e Safari.
Sulla versione 1.0 di Firefox sarà presente, innanzitutto, un particolare pulsante che consentirà agli utenti di eliminare la propria cronologia di navigazione in un modo decisamente più semplice e intuitivo di quello previsto attualmente dal browser e di poter inoltre selezionare una fascia oraria specifica (presumibilmente quella in cui mogli e fidanzate si trovano fuori casa) in cui i dati di navigazione vingono rimossi in modo automatico dal sistema.
Sul nuovo Firefox sarà inoltre possibile eseguire ricerche non rintracciabili, in forma anonima (come avviene per Tor), per la gioia di tutti coloro che giudicano i browsers come troppo invadenti e poco attenti alle esigenze individuali legate alla privacy.
Infine, Firefox 1.0 consentirà a tutti i navigatori di cimentarsi con una vasta gamma di tutorial (dal tenore quasi “for dummies”) che premetteranno anche a coloro che non sono esattamente dei nativi digitali di scoprire tutte le funzioni presenti sul browser e di salvare così immagini e quant'altro in luoghi facilmente reperibili, rendendo superflue lunghe ricerche seguenti ai download.
Non vi è dubbio che in un universo mediatico sempre più attento alle esigenze individuali, le tre novità introdotte da Firefox potranno rappresentare un gustoso incentivo verso un cambio di borwser, soprattutto in caso di migrazione da Chrome, dove la privacy non è esattamente un'esigenza prioritaria per gli sviluppatori del software e dove le richieste relative al diritto all'anonimato paiono preannunciare un conflitto su scala globale molto più reale di quello previsto 15 anni or sono dagli sceneggiatori di S.Y.N.A.P.S.E.




