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Oculus Rift: la pornografia incontra la realtà virtuale

Oculus Rift: la pornografia incontra la realtà virtuale

In base ad un particolare scherzo giocatoci dalla Natura, la nostra conformazione biologica prevede che il piacere derivante da una data azione si trovi spesso ad essere eguagliato, se non addirittura superato, da quello generato a partire dalla visione della medesima azione, compiuta da altri.

Se l'industria della pornografia ha saputo negli anni edificare un autentico impero su questa peculiarità umana (soprattutto maschile), pare che gli ideatori di video hard e consimili abbiano deciso di spostare l'asticella relativa a realismo e coinvolgimento dello “spettatore”, andando a sfruttare la piattaforma virtuale rappresentata da Oculus Rift per dare vita ad autentici video hard girati secondo le modalità tipiche della realtà aumentata.

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I potentissimi visori oculari destinati ad invadere i mercati nel primo trimestre del prossimo anno, consentiranno infatti un primo esperimento effettivo di quanto la cosiddetta realtà virtuale (o aumentata) sarà in grado di mettere in campo nei prossimi anni e gli ideatori dell'avveniristica piattaforma facente capo alla Facebook inc. hanno già fatto sapere, giusto per fugare ogni equivoco, di non avere la minima intenzione di contrastare la diffusione della pornografia rivolta ai loro visori, spalancando così le porte ad un nuovo mercato a luci rosse che non vede l'ora di emergere dall'angusta dimensione bidimensionale nel quale era stato per decenni confinato.

Tradotto in parole povere, i contenuti che sarà possibile osservare tramite l'ausilio di Oculus Rift non saranno differenti da quelli che comunemente si posso reperire su internet, il che significa che l'azienda non proporrà alcuna forma di censura o di distinzione tra il materiale virtuale “adatto a tutti” e un'offerta riservata ad un pubblico adulto che sicuramente farà la gioia dei milioni di fruitori di pornografia online.

Non sapendo ancora quale politica a riguardo adotteranno tutti i maggiori concorrenti di Oculus Rift (Samsung, Apple e Google) al momento dell'approdo sui mercati dei loro visori destinati alla realtà aumentata, la mossa dell'azienda proprietà di Facebook rappresenta sicuramente un colpo di genio messo in campo per invitare, in maniera non troppo velata, i produttori di materiale a luci rosse a sviluppare filmati dedicati alla loro piattaforma e ad inaugurare così una serie di produzioni che potrebbero addirittura fungere da reale discrimine al momento della scelta da attuare davanti alle vetrine dei negozi.

Nonostante i rumors che parlano di un prezzo al pubblico pari a circa 350 dollari, non è ancora dato di sapere, al momento, le effettive modalità di approdo di Oculus Rift, né le tempistiche, ma la speranza rimasta ai concorrenti del visore d Facebook è ormai limitata da un intervento diretto della Natura, unica componente in grado di limitare quella particolare componente biologica che ci spinge a provare piacere guardando emeriti sconosciuti alle prese con azioni piuttosto intime e decisamente imbarazzanti.

 

 

Cinese di Maputo

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