Xiaomi Mi Note: l'alternativa cinese ad iPhone 6 Plus
Nonostante l'immaginario collettivo nostrano sia ancora popolato da freddi scantinati collocati in prossimità della Muraglia, all'interno del quale i Cinesi risultano intenti per 16 ore al giorno a produrre dispositivi dalla bassa qualità con l'intento di colonizzare il mercato mondiale, l'anno appena concluso ha assistito all'avvento del grande salto di qualità dell'industria cinese che grazie a marchi come Lenovo e Huawei si è rivelata perfettamente in grado di competere ad armi pari con Stati Uniti e Giappone in materia di hi-tech
L'ultima sfida messa in atto dalla Cina ai grandi produttori occidentali ha le fattezze dell'avveniristico Mi Note prodotto da Xiaomi (terzo produttore di smartphones a livello mondiale), dispositivo che si propone di essere la vera alternativa ad iPhone Plus sui mercati, potendo sfruttare caratteristiche molto simili al gioiello di Cupertino, ma un rapporto qualità/prezzo decisamente migliore.

A differenza dei precedenti dispositivi presentati da Xiaomi, il Mi Note non tenta semplicemente di emulare le fattezze dei telefoni prodotti da Apple, sfruttandone l'inevitabile onda emotiva, ma si propone addirittura di migliorare iPhone 6, mediante l'ideazione di una scocca in alluminio ultrasottile (6,7 mm) e un display extra-large (5,7 pollici) che vanno a perfezionare (almeno a detta degli ideatori del prodotto) gli standard dimensionali creati da Apple.
Da un punto di vista legato alla componentistica hardware e software, l'ultimo nato in casa Xiaomi dispone di una fotocamera posteriore da 13 mpx, monta un processore Snapdragon 801, 3GB di RAM e una batteria dalla capcità di 3000 mAh; tutti elementi in grado di collocare a pieno titolo il dispositivo nell'Olimpo dei telefoni di "fascia alta", anche a fronte di un prezzo base decisamente accessibile, stimato in una cifra pari a 370 dollari.
Se il nuovo gioiello di Xiaomi nasce con la dichiarata intenzione di far tremare le mura di Cupertino, a tremare davvero pare invece essere la fragile struttura societaria di Samsung, sempre più alle prese con l'incapacità di arrestare l'avanzata globale degli smartphones low cost e sempre più sospesa tra lo status di carne e quello di pesce, nel limbo che separa la rivoluzione incentrata su Tizen dal suo compimento effettivo.
In attesa che i primi riscontri mercato definiscano le dimensioni del probabile successo di Mi Note, risulta comunque abbastanza piacevole (o spiacevole, a seconda dei punti di vista) constatare come la Cina sia uscita dal suo ritratto a base di scantinati e muraglie per approdare nelle tasche di milioni di cittadini occidentali, sempre più sorpresi di fronte all'inarrestabile progresso che tutto trascina con sé.



