“Assassina”: scoperta la supernova più brillante del cosmo
Se una strana consuetudine impone l'attribuzione di dolci nomi femminili ad uragani e altre catastrofi naturali, pare che, per converso, il mondo della ricerca scientifica abbia deciso di ribattezzare “Assassin” la supernova più brillante mai scoperta, la cui intensità luminosa equivale a quella di 570 miliardi di ipotetici soli.

Il brillantissimo ed inedito astro celeste è frutto di una scoperta condotta da un particolare programma, realizzato dai ricercatori facenti capo alla Ohio State University, ed è stato battezzato (in realtà e con meno fantasia) col medesimo nome del software che è risultato determinante per il suo avvistamento, vale a dire ASAS-SN, anagramma di All-Sky Automated Survey for SuperNovae system.
Il team di ricerca che è riuscito a pervenire alla sensazionale scoperta è composto da ricercatori provenienti dai più disparati atenei (Italia inclusa) che, sotto le insegne dell'Ohio, hanno potuto osservare in anteprima mondiale la presenza della supernova da record, esplosa con una potenza di 200 volte superiore a quella che normalmente contraddistingue fenomeni analoghi.
L'ex stella “assassina” si trova ubicata all'interno della costellazione dell'Indiano, ad una distanza pari a 3,8 miliardi di anni luce della Terra e risulta visibile solo dall'emisfero australe, logicamente a seguito dell'adozione di appositi strumenti ottici utili a localizzare la supernova super-luminosa (Ssl).
Oltre a rappresentare uno dei fenomeni più suggestivi mai osservati nella storia del cosmo, la supernova assassina costituisce una sorta di mistero celeste, per via della sua particolarissima origine, ed un rebus complesso, almeno quello che ci spinge a domandarci cosa faccia in modo che alle catastrofi naturali vengano attribuiti gentili e suadenti nomi di donna.



