Home Pong di Atari compie 40 anni
Nella remotissima eventualità in cui vi troviate ad annoiarvi profondamente all'ombra di qualche ombrellone e rimpiangiate per un attimo la verve dell'ufficio, suggeriamo di cimentarvi con un breve esperimento antropologico da spiaggia, consistente nella sottrazione del tablet al bambino più vicino a voi e nella conseguente sostituzione del suo videogioco preferito con Home Pong, previa installazione dell'emulatore più adatto.
Nel 99,9% dei casi il bambino in questione si troverà probabilmente a lanciare un urlo tale da fare accorrere il bagnino e penserà rapidamente che il suo tablet si è rotto a causa del caldo, proprio quando era riuscito a completare il milionesimo livello di GTA V o di Assisn's Creed 2, non trovandosi al nuova generazione in possesso delle nozioni adatte a riconoscere quello che è uno degli assi portanti della nostra storia recente.

Home Pong, storico titolo precursore di una moltitudine di omologhi quasi infinita, ha infatti da poche ore compiuto 40 anni tondi tondi, riportando con la mente tutti gli amanti dei videogiochi a quello storico 1975 in cui due assi e una rudimentale pallina in bianco e nero si apprestavano ad incidere a caratteri cubitali il loro logo nell'immaginario collettivo.
Realizzato da Atari con l'intenzione di convertire il pianeta Terra alla passione per i videogames, Home Pong è quanto di più semplice e affascinante la mente umana possa concepire: ideato per emulare quella che avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni dei programmatori, una partita a tennis, il gioco si basava sulla semplice presenza di piccole sbarre e di un quadratino, suddivisi da uno spazio che avrebbe dovuto (con molta fantasia) rappresentare la rete di un campo da tennis.
A testimonianza del successo dell'operazione, basti sapere Home Pong riuscì a vendere 150 mia copie nel solo mese di Dicembre 1975, traghettando così l'intero settore dee videogiochi domestici in direzione di un'imprevista espansione e l'intera ricerca planetaria a focalizzarsi verso la creazione di schermate e modalità di approccio meno basilari e sempre più sofisticate, i cui risultati si trovano oggi sotto gli occhi di tutti.
Premesso che scrivere la storia con i “se” e con i “ma” equivale a più o meno a preparare una carbonara senza uova, è comunque indubitabile che se l'intuizione di Atari non si fosse rapidamente tradotta in un successo globale, risulterebbe difficile immaginare uno sviluppo dell'intero settore tanto rapido e tanto complesso.
In caso dunque il vostro esperimento antropologico si fosse malamente arenato sulle rive della noiosa spiaggia e i genitori del bambino stessero marciando in direzione del vostro ombrellone, brandendo palette e secchielli come se fossero armi bianche, fermatevi un momento e spiegate all'allegra famigliola che quello che loro chiamano “rotto” non è altro che il primo mattone della loro e della nostra storia.




