Nel mese di giugno oltre 29 milioni di Italiani online
Spesso considerato come il fanalino di coda di un'Europa digitale che viaggia a doppia velocità, seguendo lo schema del suo corrispettivo economico, il nostro Paese sta in realtà conoscendo una lenta conversione in direzione delle più evolute forme di connessione e comunicazione, tale da portare un numero crescente di Italiani a scoprire le gioie della Rete, seppur con qualche anno di ritardo rispetto ai loro omologhi finlandesi o estoni.
Da quando censimenti e statistiche sulle modalità di connessione alla Rete sono diventati una costante, in molti si domandavano infatti se e quando sarebbe stata superata la soglia del 50% di Italiani connessi, un tempo considerata come una chimera e oggi ampiamente valicata senza troppo clamore.

In base ai dati diffusi dalla compagnia Audiweb, pare infatti che durante lo scorso mese di giungo si siano connessi ad internet almeno una volta circa 29 milioni di Italiani, pari al 52,6% della popolazione residente nel nostro Paese di età superiore ai 2 anni, limite anagrafico prima del quale connettersi alla Rete risulta possibile solo per mero accidente.
La maggior parte degli internauti italiani (17,3 milioni) ha effettuato l'accesso a partire da smartphone e tablet, mentre il numero di coloro che preferisce navigare attraverso le consuete modalità previste dal pc si è assottigliato a 12,3 milioni, testimoniando così come l'ideazione di dispositivi mobili sempre più attraenti costituisca, insieme alla creazione dei social networks, il maggior movente alla connessione privata.
Secondo il rapido censimento elaborato da Audiweb, il tempo medio “pro-capite” trascorso dagli Italiani su internet è stato pari a 44 ore e 50 minuti, punta statistica sensibilmente aumentata da quell'ampio numero di giovani tra i 18 e i 14 anni che si è collegato alla Rete con un'incidenza anagrafica pari al 59%.
Tra i maggiori interessi dei nostri concittadini si sono piazzati ai primissimi posti i siti di notizie, i social network e i portali generalisti, seguiti dal comparto audio-video e da un versante e-commerce in forte ascesa che ha raggiunto picchi di interesse pari al 71,3% di tutti coloro che si sono connessi alla Rete.
Pare dunque che, seppur con discreto ritardo rispetto alle gelate lande del nord Europa, anche l'Italia abbia raggiunto l'auspicato balzo tecnologico, liberandosi di quel fardello che la vedeva alla stregua di un fanalino di coda collocato sull'ultima carrozza di un treno lanciato verso il progresso, sempre a doppia velocità.





