Sisma sconvolge il Cile: 5 morti e rischio tsunami
Per quanto possiamo guardare con angoscia e preoccupazione ad un futuro prossimo in cui la minaccia terroristica potrebbe espandersi a macchi d'olio su scala planetaria, non esiste nulla di tanto sconvolgente quanto le catastrofi prodotte da eventi naturali, imprevedibili per definizione e impossibili da quantificare nella loro violenza.
A pochi anni dalla tragedia che ha colpito il Giappone e portato il mondo ad interrogarsi sull'utilizzo di energia nucleare, la scorsa notte ha assistito ad un nuovo terremoto dalla portata epocale che si è abbattuto sul Cile, causando in poche ore una serie di danni in grado di provocare 5 decessi e un milione di sfollati.

La scossa sismica ha raggiunto una magnitudo pari a 8.3 ed è stata localizzata in corrispondenza della capitale, Santiago e delle aree limitrofe, colpendo il cuore economico e culturale della nazione andina e facendo sentire la sua terribile ece fino a Buenos Aires e Rosario.
La prima scossa è stata registrata alle ore 19:54 a circa 200 km da Santiago e altre 32 scosse di assestamento hanno poi flagellato la zona ad intervalli regolari di circa 5 minuti l'una dall'altra, concedendo respiro al Cile solo dopo numerose ore dall'inizio del fenomeno sismico.
Mentre i soccorsi internazionali sono già all'opera nel tentativo di arginare la situazione, i maggiori timori giungono dal rischio che il terremoto possa provocare la nascita di una serie di onde anomale nell'Oceano Pacifico, andando ad aggiungere il rischio tsunami ai già ingentissimi danni provocati dai sussulti del suolo e riproponendo il duplice incubo che si è abbattuto sul paese il 27 febbraio 2010.
La conta di morti, feriti dispersi è purtroppo ancora in fase iniziale, ma il primo bilancio parla di 5 decessi e di svariate decine di feriti, colpiti tragicamente nelle rifugio delle loro abitazioni da una tremenda minaccia che ricorda da vicino un attentato terroristico, ma che risulta impossibile da contrastare o prevedere.




