Facebook: è contro Trump il post più condiviso di sempre
Chiunque si appresti ad immettere un'immagine o un contenuto testuale su Facebook sognia in cuor suo di riuscire a dare vita ad una catena di condivisioni tale da regalare alla sua creatura qualche ora di celebrità mediatica e di assistere ad un numero di visualizzazioni in grado di rasentare la popolazione di una piccola nazione.
Per quanto diamo sfogo alla nostra creatività, difficilmente riusciremo tuttavia a raggiungere il record stabilito da un post contro il magnate Donald Trump, scritto dal giornalista americano Brandon Santon e rapidamente entrato nel guinnes dei primati informatici per via di un numero di condivisioni superiore al milione di unità e con oltre due milioni di like e reazioni emotive favorevoli a fare da corollario.

Per non trovandosi certamente l'unico ad attaccare Trump per le sue discutibilissime posizioni e per le capacità di inanellare gaffe a ripetizione, Santon è evidentemente riuscito a colpire nel segno molto più profondamente di quanto non abbiano fatto gli stessi Hillary Clinton, Bernie Sanders, Ted Cruz o Marco Rubio, realizzando una lettera aperta al candidato presidente che ha colpito l'America intera e oltre.
Nel suo lungo post, Santon attacca Trump per via delle sue note posizioni razziste e ripercorre in breve la lunga serie di esternazioni del magnate, fino a concludere che Donald gronda odio da ogni poro e strumentalizza problematiche umanitarie per convertirle in voti ed introiti.
A prescindere da quella che è l'opinione individuale sul Tycoon, non vi è dubbio che il giornalista americano sia riuscito a colpire nel segno e che sia riuscito a conferire allo stesso concetto di viralità un significato nuovo e profondo, probabilmente in grado di spingere milioni di emuli a partorire post analoghi con la recondita speranza di una successo di egual portata e di una celebrità in grado di durare qualche ora almeno.




