Privacy: Microsoft attacca il governo Usa
In un mondo che ha recentemente riconosciuto ai colossi hi-tech lo status di “nazione" a tutti gli effetti, non stupisce più di tanto che le moderne guerre sui diritti civili vedano contrapposti i governi nazionali a quelle grandi compagnie, come Apple e Microsoft, che si pongono ormai come interlocutori privilegiati del tessuto sociale, in virtù del loro preponderante ruolo giocato sui mercati.
Accade così che dopo la querelle tra l'FBI ed Apple, sia ora la volta di Micrcosoft di andare all'attacco delle norme in vigore negli USA e dei loro presunti indebiti utilizzi, con particolare riferimento a quel versante legato alla privacy e alla possibilità di divulgare dati sensibili che pare ormai diventato cruciale nell'eterna diatriba.

Oggetto specifico del contendere sarebbe la pretesa dell'Intelligence americana di impedire alla Microsoft di informare i suoi clienti in caso di avvenuto controllo governativo, in base alla norma definita dai secrecy orders e che basa la sua legittimità appunto, sul fatto che un controllo segreto non sarebbe più tale in caso l'utente spiato potesse disporre del beneficio dell'informazione.
Citando in giudizio il ministro Loretta Lynch, Microsoft cerca dunque di arrivare alla cancellazione della norma in questione, in quanto il comportamento degli enti governativi si troverebbe in contrasto con i principi costituzionali stabiliti dal Quarto Emendamento, dal momento che il Governo, andando ad accedere a servizi di posta elettronica, si troverebbe di fatto a violare la proprietà privata dei cittadini americani senza un mandato o un'informativa che ne autorizzerebbero le ingerenze.
Ennesimo capitolo dell'eterna telenovela che vede contrapposte le esigenze della privacy a quelle della sicurezza nazionale, al querelle tra Microsoft e il governo Usa dimostra ancora una volta come ormai le istituzioni ufficiali debbano confrontarsi, a torto o a ragione, con organismi commerciali divenuti tanto potenti da un punto di vista diplomatico da poter esercitare quasi il ruolo di nazioni all'interno delle stesse nazioni.





