Incassi: Perfetti Sconosciuti vicino al sorpasso su DiCaprio
Se i film più belli fossero anche quelli più visti, a quest'ora ci troveremmo a discutere di cinema con una generazione cresciuta a pane e Ingmar Bergman e osserveremmo le statistiche relative agli incassi al botteghino che ricalcano quasi fedelmente le varie palme d'oro, premi Oscar e orsi d'argento, mettendo d'accordo pubblico e critica su quasi tutto.
Dato che invece (per fortuna) i gusti e le mode restano piuttosto soggettivi, può anche capitare che Leonardo DiCaprio riesca finalmente a coronare il suo sogno relativo alla conquista dell'Oscar, ma che la pellicola che gli ha offerto la definitiva consacrazione stenti a decollare ai box office, lontana dall'enorme successo di Zootropolis e prossima a subire un clamoroso sorpasso nel nostro Paese ad opera della brillante commedia “Perfetti Sconosciuti”.

Mentre il cartoon Zootropolis, gradevole ad ogni età, conserva infatti la sua leadership incontrastata con 9.124.25 euro incassati dall'uscita (quasi due milioni nell'ultimo week end), il nuovo film di Paolo Genovese si avvicina a grandi passi a The Revenant, nonostante il traino offerto dal doppio premio Oscar conseguito dal duo Inarritu-DiCaprio e nonostante gli infiniti elogi spesi per celebrare il regista messicano e la sua nuova creatura.
A testimonianza della relatività dei gusti di casa nostra, la terza posizione della top ten vede l'ingresso di Attacco al Potere 2, seguito di quel decisamente poco memorabile Olympus Has Fallen che ha riportato in auge il filone legato agli attacchi alla Casa Bianca e gli improbabili terroristi anti-americani che avevano affollato le pellicole a Stelle e Strisce nel corso della Guerra Fredda, trasformando il cimena d'Oltreoceano in una colossale chiamata alle armi e ai pop corn.
Complimentandoci con Genovese per l'ennesimo successo di un cinema mai banale che rievoca i fasti della grande commedia all'italiana, non resta che attendere il responso del prossimo fine settimana per trarre ulteriori bilanci circa le discrepanze tra pubblico e critica e per garantirci l'accesso ad un futuro in cui nemmeno ala prossima generazione crescerà, probabilmente, a pane e Bergman.





