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Malati di cancro abbandonati dallo Stato, la denuncia al Senato

14 Mag 2015
Malati di cancro abbandonati dallo Stato, la denuncia al Senato

Tutte le forze politiche presenti nelle moderne società occidentali infarciscono abitualmente campagne elettorali e spot promozionali con i consueti richiami a quella solidarietà e a quella compassione verso i propri concittadini che ha reso possibile il superamento di una struttura sociale incentrata sull'indifferenza e sull'abbandono dei soggetti disagiati o malti.

Quando si tratta di tradurre in pratica quanto ormai ampiamente sancito e stabilito attraverso l'emanazione di carte dei diritti e costituzioni varie, può anche accadere che in una delle otto nazioni più industrializzate al mondo si possa morire di mancata assistenza e di incuria, soprattutto nel caso ci si trovi a contrarre patologie socialmente invalidanti come il cancro.

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In un rapporto-denuncia presentato questa mattina al Senato, i responsabili della FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) hanno portato all'attenzioni delle autorità la condizione di abbandono in cui si trovano a vivere milioni di soggetti costretti a combattere per anni con il cancro e con un sistema assistenziale nel quale le doverose cure riabilitative e i basilari servizi non vengono contemplati.

A fronte di stime che parlano di un'aumentata speranza di vita per i malati oncologici e di 3 milioni di Italiani sopravvissuti alla funesta diagnosi (circa il 4,9% della popolazione totale) non è venuto purtroppo a corrispondere in questi anni un adeguato aumento dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), tale da consentire a chi deve convivere per molti anni con minaccia la possibilità di ricevere l'adeguato supporto economico e psicologico.

Le difficoltà di fronte alla scoperta di aver contratto una patologia oncologica non riguardano infatti la semplice sfera legata all'intervento chirurgico o alle pesanti terapie aggiuntive, ma si ripercuote sovente sullo stato di salute del paziente, vittima di giustificate turbe di natura psicologia e di malesseri fisici che possono protrarsi per anni e svilupparsi in modo del tuto indipendente (da un punto di vista biologico) rispetto al tumore stesso.

Di fronte ad un'emergenza sociale, prima ancora che sanitaria, la FAVO ha per tanto chiesto l'inclusione nei Lea (e dunque la completa accessibilità gratuita) delle doverose assistenze psicologiche, di mutui e assicurazioni finanziarie in grado di favorire il pieno rientro nella società dei malati, una volta finito il lungo incubo.

Secondo la FAVO, occorrono stanziamenti specifici destinati dal SSN all'assistenza dei malati oncologici e una serie di sgravi destinati a tradursi nella piena accessibilità a tute le prestazioni mediche di cui i pazienti si trovano ad avere bisogno, prima che una rediviva struttura sociale incentrata sull'indifferenza e sull'abbandono torni a manifestarsi in tutta la sua crudeltà, una volta terminata la campagna elettorale e spenti i riflettori.

 

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