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Medici e chirurghi distratti dai cellulari, scoppia la polemica

22 Lug 2015
Medici e chirurghi distratti dai cellulari, scoppia la polemica

Non appena si acquista coscienza di cosa sia esattamente la vita, si apprende con estremo rammarico che, prima o poi, a tutti noi toccherà compiere il cito vitale fino alla sue estreme conseguenze e lasciare queste spoglie terrestri, secondo modalità ancora ignote e auspicabilmente il meno dolorose possibile.

Tra le varie cause che accorciano la nostra esistenza in misura più che significativa e anticipano così il corso di una morte ancora sopita, la stupidità altrui gioca tuttavia un ruolo non indifferente e incide su quella che può essere una ragionevole aspettativa di vita, soprattutto se ci troviamo in sala operatoria e l'intervento al quale ci troviamo ad essere sottoposti fallisce clamorosamente perché il chirurgo di turno preferisce prestare più attenzione al suo telefono che ai nostri organi interni.

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L'episodio, che pare partorito da una sceneggiatura in stile dark comedy, è realmente accaduto nel 2011 in Texas, dove la disattenzione (forse chiamarla “idiozia” sarebbe più appropriato) di un chirurgo locale si è tradotta nel decesso del suo paziente, originato da uno scambio di sms che ha “impedito” la medico di controllare il livello di ossigenazione del malato, fresco di intervento, lasciandolo così morire per asfissia.

Stando ad una recente indagine condotta dall'Ecri Insitute, associazione no-profit che vaglia la qualità dell'assistenza sanitaria americana, pare che il clamoroso episodio occorso in Texas non sia che la punta di un iceberg dove la disattenzione in sala operatoria va per la maggiore e le distrazioni originate da telefoni cellulari e smartphone rappresentano uno dei dieci principali fattori di rischio per la salvaguardia della vita del paziente.

Proprio in questi giorni è infatti montata la polemica sull'opportunità di concedere a medici e chirurghi a Stelle e Strisce al possibilità di telefonare o mandare messaggi sul luogo di lavoro; polemica che vede l'American College of Surgeons e l’American Academy of Orthopaedic Surgeons in prima linea contro l'uso dei telefonini in sala operatoria, con tanto di documento redatto dai ricercatori dei due istituti su tutti i rischi che la pratica comporta.

Nel nostro Paese, invece, non esiste nessuna forma di normativa in merito e la legittimità dell'utilizzo dei telefoni cellulari viene stabilita dalle singole strutture sanitarie, esattamente come accade in altri ambiti lavorativi, dove le norme comportamentali vengono stabilite dal datore di lavoro e non da prescrizioni legislative di varia natura.

Con l'auspicio che si giunga, tanto negli Usa, quanto da noi, a vietare una pratica assurda e pericolosa, non resta come constatare come nel momento stesso in cui apprendiamo dell'esistenza di quel fenomeno chiamato “morte”, l'idea di venire a mancare a causa di un sms non ci sfiori nemmeno, purtroppo o per fortuna che sia.

 

Cinese di Maputo

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