Sconfiggere il tumore al seno grazie all'oncoimmunoterapia
Dopo decenni di studi e ricerche in merito, alcuni ricercatori si sono accorti che il nostro sistema immunitario (disattivato ed ingannato dalle cellule tumorali mediante il rilascio di un enzima che spinge al suicidio i linfociti-T) poteva essere impiegato nella lotta ai tumori grazie alla temporanea disattivazione di quelle proteine “checkpoint” (Ctml-4) che impediscono il rilascio di una quantità eccessiva e potenzialmente fatale di anticorpi all'interno del nostro organismo.
Sospendendo cioè l'azione di controllo sulla produzione di linfociti-T si è riusciti a generare una situazione in cui l'attacco condotto dal sistema immunitario nei confronti del cancro raggiungeva una portata non più contrastabile dalle cellule tumorale e, per tanto, in grado di aggredirne la massa con maggior efficacia.

L'unico problema di questo nuovo approccio di ricerca era dato dal fatto che le masse tumorali aggredite dal sistema immunitario mostravano dimensioni aumentate, il che ha portato la comunità scientifica a dividersi sull'eventualità che il tumore stesse realmente crescendo o fosse semplicemente “riempito” dagli anticorpi che erano riusciti a penetrare al suo interno e a mettere in atto la loro azione di contrasto “gonfiando” la massa cancerosa.
Dopo accurata analisi, la comunità scientifica mondiale pare propendere per la seconda tesi e si è orientata verso l'efficacia dell'immunoterapia per quanto riguarda la lotta ad alcuni tipologie di cancro, giungendo recentemente a rivalutare la pratica anche per il tumore al seno, i cui primi esiti si erano rivelati piuttosto scoraggianti e avevano spinto ad abbandonare la pratica.
Al recente meeting tematico “Meet the professors”, svoltosi a Padova alla presenza dei maggiori esperti di settore, i ricercatori hanno infatti potuto esporre dati più che incoraggianti sull'efficacia dell'immunoterapia nei confronti della lotta del cancro al seno e lasciare intravedere un futuro in cui un uso sapiente del sistema immunitario potrebbe rivelarsi l'arma decisiva per la debellazione del cancro.
Un recente studio ha infatti evidenziato come la risposta di un gruppo di pazienti alla somministrazione del farmaco immunoterapico MPDL3280A avesse condotto alla remissione del cancro nel 19% dei casi, percentuale decisamente incoraggiante se si considera che la ricerca di settore è ancora ai suoi albori e che si è arrivati a comprendere come potenziare il sistema immunitario, disattivato ed ingannato dal cancro, solo dopo decenni di vicoli ciechi e ricerche fallite.




