Sapete perché Francesco Totti, durante le giornate che precedono una partita di campionato, beve il caffè molto più rapidamente del solito?
La risposta al quesito proposto dalla breve freddura è piuttosto irrilevante (almeno in questa sede); quello che ha attirato la nostra attenzione è come la popolare bevanda nera sia da tempo diventata un elemento centrale della nostra cultura e del nostro essere Italiani: da Totò a Fabrizio de Andrè, passando per Goldoni e Zichichi, fino all'inconsapevole capitano giallorosso, il caffè è da secoli una bevanda celebrata attraverso rappresentazioni teatrali, canzoni, poesie e persino barzellette.

Se anche voi (al pari degli artisti sopra citati) non vedete l'ora, appena scesi dal letto, di bere la prima tazza calda della giornata, da oggi avrete un motivo in più per gioire: oltre a rinvigorirvi e a darvi il coraggio per affrontare la giornata al meglio, il primo caffè mattutino vi aiuterà a vedere meglio proprio quella fatidica ora.
Da quanto emerge da una recente ricerca condotta dall'Università di Cornell, nello stato di New York (dove per altro la parola “caffè” fa rima con tazze spropositate modello Mc Donald's), un consumo regolare e moderato di caffè aiuterebbe infatti a proteggere i nostri occhi da numerose patologie degenerative e a mantenere la vista in condizioni ottimali, anche di fronte al passare degli anni e all'inevitabile effetto del tempo.
I ricercatori americani sono giunti a questa conclusione effettuando un semplice test su due gruppi di ratti: al primo gruppo è stata somministrata per via orale un discreta dose di acido clorogenico (sostanza di tipo anti-ossidante presente nel caffè e metabolizzata dall'organismo umano), mentre il secondo gruppo non ha ingerito nessuna sostanza in previsione dell'esperimento.
Successivamente, i bulbi oculari di entrambi i gruppi sono stati trattati con ossido di azoto (composto ossidante in grado di attaccare le cellule della retina), al fine di individuare se la precedente assunzione di acido clorogenico fosse in grado di contrastare la degenerazione retinica dovuta all'acido, oppure se tutti i ratti presenti all'esperimento fossero destinati ad una lunga, quanto triste, miopia.
Dal test è emerso che i ratti alimentati a simil-caffè non presentavano alcun danno alla retina e che l'assunzione regolare del principio attivo derivato dalla bevanda aveva effettivamente scongiurato il pericolo di danni visivi.
Alla base di questo straordinario risultato vi è il duplice assunto che a produrre i cali di vista, ai quali siamo normalmente soggetti, vi sia un progressivo ossidamento dei tessuti retinici e che una corretta assunzione di principi nutritivi volti a contrastare questo tipo di processo possa essere d'aiuto anche a livello locale, oltre che in termini di azione anti-invecchiante globale.
La ricerca apre dunque nuove prospettive in campo oculistico e va ad aggiungere un ulteriore tassello alle numerose proprietà contenute nel caffè: se l'azione dei principi anti-ossidanti della bevanda erano nota da tempo per la sua capacità di contrastare i radicali liberi e di svolgere un'azione protettiva nei confronti del sistema cardio-vascolare, i benefici alla vista rappresentano un versante completamente inedito con il quale cimentarsi per scongiurare l'insorgenza di patologie degenerative.
I ricercatori raccomandano dunque un consumo costante e regolare di caffè (senza eccedere), in attesa che ulteriori sviluppi scientifici aprano la strada a prodotti specifici in campo oculistico (colliri, ad esempio), aventi proprio l'acido clorogenico come principio attivo.
Accordandoci al parere degli esperti, suggeriamo quindi di non abbandonare quella breve gioia mattutina che ci fa sentire svegli, attivi e profondamente connessi alle radici della nostra civiltà; meglio non vedere l'ora di gustarsi un caffè piuttosto che non vederci e basta.
p.s. Perché Totti ha sentito dire che, se non si beve il caffè quando è ancora caldo, perde L'AROMA.











