Se avete sottomano un cronometro (va bene anche l'orologio di Windows, in basso a destra), provate a fare partire al lancetta e ad arrestarla tra 36 minuti esatti a partire da ora.
A meno che non siate stati ripresi dal vostro datore di lavoro perché vi siete distratti o che abbiate dimenticato di scolare la pasta per colpa del nostro esperimento, dubito profondamente che sia successo qualcosa di rilevante nella vostra vita: i vostri capelli e le vostre unghie non avranno raggiunto un livello di crescita visibile, il vostro livello di stanchezza quotidiana sarà ragionevolmente simile a quello di 36 minuti fa e difficilmente avrete ricevuto una notizia in grado di sconvolgere profondamente le vostre esistenze.

Voi siete dunque ancora uguali ed integri (si spera), ma i meravigliosi mari che cingono con il loro salmastro abbraccio la nostra Penisola e raccontano parte di una nostra storia collettiva, purtroppo no.
Quaranta volte al giorno, viene infatti compiuto un reato che danneggia la qualità dei nostri mari e delle nostre coste, trasformando sempre più un Paese, che ha proliferato per decenni in virtù della bellezza delle proprie coste, in un inferno eco-ambientale, nel quale la qualità delle acque e la sopravvivenza delle specie animali vengono costantemente messe a repentaglio dalla nostra consueta incuria e dalle nostre piccole frodi.
L'inquietante stima è stata recentemente fornita da Legambiente che ha elaborato un rapporto dal nome “Mare Mostrum”, nel quale sono stati censite, per gravità e frequenza, tutte le violazioni accertate dalle capitanerie di porto e dalla guardia costiera ai danni del nostro eco-sistema marittimo.
Il reato maggiormente reiterato tra le 14504 infrazioni compiute durante il 2013, è risultato essere la pesca di frodo (che da sola copre quasi il 42% degli illeciti); attività proibitissima che va a compromettere i normali equilibri tra le specie marittime e a danneggiare la pesca effettuata seguendo le norme, creando così un danno economico alle attività legali, che si aggiunge come una beffa al disastro ambientale.
Subito a ridosso, nella particolare classifica degli orrori acquatici marittimi, si colloca la diffusa abitudine di versare in acqua di scarichi fognari o idrocarburi (pari al 22% dei reati marittimi), in barba ad ogni norma e convenzione in materia di tutela del patrimonio ambientale.
Come se non bastasse tutto ciò a farci rabbrividire, nonostante il sole oggi picchi con una certa insistenza, Legambiente si è presa la briga di vagliare e valutare tutte quelle strutture adibite al controllo e alla purificazione della acque nel nostro territorio, scoprendo che oltre il 78% dei nostri impianti risultano essere obsoleti, inefficaci o addirittura non conformi alle normative in vigore.
Le stime di Legambiente spiegano, almeno in buona parte, le ragioni di un calo repentino del nostro turismo che ha portato le nostre località marittime a mutare il colore della propria bandiera di riferimento, dal blu cristallino ad un nero petrolio che assomiglia tanto ad un invito a tenersi alla larga per tutti quei visitatori che hanno tradizionalmente portato ricchezza e benessere alla nostra Penisola.
Sicuramente un enorme vuoto legislativo e una diffusa cultura dell'impunità, che spesso ci caratterizza, hanno giocato un ruolo di rilievo nella genesi di questo disastro dalle proporzioni bibliche, ma è altrettanto sicuro che fino al giorno in cui un briciolo di senso civico comincerà a fare capolino presso i nostri connazionali, difficilmente potremo confidare in un aiuto dall'alto (Governo o Unione Europea che siano) in grado di tutelare noi stessi dai danni che ci procuriamo per avidità.
Ora che i trentasei minuti sono passati e che il cronometro è fermo, sarebbe opportuno ricominciare a far correre le lancette e dedicare un periodo molto più lungo, pari quasi ad una vita intera, alla riscoperta e alla tutela dei nostri tesori naturali, constatadno infine che alla prossima sosta temporale, forse saremo cambiati davvero.
Ultimi da Emerge il Futuro
- Creato in Italia un sensore sottcutaneo in grado di prevenire l'ictus
- Granfondo La Sagrantino: anche gli Italici potranno essere Giganti
- Record di partecipanti alla Tre Campanili Half Marathon
- Caschi per bici, quali scegliere? L'indagine di Altroconsumo
- Mountain Bike: riparte dall'Umbria il circuito dei Sentieri del Sole e dei Sapori










