Intorno all'anno 2001, l'epicentro delle attenzioni di tutti i viaggiatori annoiati che affollavano la Stazione Centrale di Milano in attesa di un treno perennemente in ritardo o di un biglietto da obliterare, era rappresentato dall'enorme cartonato pubblicitario raffigurante l'avveniristico Nokia 3310, primo telefono cellulare in grado di coniugare sapientemente estetica e funzionalità e di rappresentare in modo tangibile un'idea di futuro contraddistinta dalla crescente passione verso il mondo della comunicazione.
Dopo un decennio abbondante di successi fatti registrare in ambito di telefonia mobile dalla ditta finlandese, Nokia pare destinata a lasciare in punta di piedi il gran ballo della tecnologia, a seguito dei numerosi errori di ideazione che hanno condotto il gigante dei cellulari a di trasformarsi in una sorta di Cenerentola mediatica, proprio allo scoccare delle mezzanotte che sancisce l'avvento del nuovo giorno informatico.

Microsoft ha infatti reso che entro breve il marchio Nokia scomparirà da tutti i dispositivi della gamma Lumia, rimpiazzato dalla dicitura che accosta la ditta fondata da Bill Gates con il logo legato alla fortunata serie di smartphones votati verso la gestione dei contenuti multimediali.
La prima nazione ad adeguarsi alle nuove direttive di mercato sarà la Francia, dal quale partirà l'esperimento targato Microsoft Lumia sui nuovi dispositivi prodotti, per poi estendersi rapidamente in direzione del resto del mercato continentale fino a divenire lo standard produttivo per la gamma Lumia.
Non è ancora chiaro se i nuovi telefoni saranno marchiati fronte e retro con l'ingombrante dicitura Microsoft Lumia, oppure se la casa di Windows lascerà in evidenza la sola dicitura realtiva al modello sulla parte frontale degli smartphones, per apporre il proprio logo in corrispondenza della telecamera posteriore (che sarà ancora realizzata in collaborazione con Carl Zeiss); l'unica cosa certa è che il marchio Nokia scomparirà del tutto dai telefoni di ultima generazione per riapparire all'interno dei ricordi di tutti i suoi appassionati fruitori.
La notizia, in realtà, era già nell'aria dal giorno della chiusura del sito Nokia.com, rimpiazzato da un laconico link che invita l'utente a collegarsi al sito di Windows Mobile, rendendo così ampiamente noto quale sia il reale peso dei due termini dell'unione nello sviluppo dei moderni dispositivi telefonici.
Nokia paga così un enorme ritardo di progettazione legato ai sistemi operativi che hanno costretto la casa finlandese ad immettere sul mercato dispositivi francamente orribili e inadeguati a reggere il peso della concorrenza (l'imbarazzante c5 su tutti), prima di dover ricorrere al tempestivo salvataggio di Microsoft, ben lieta di sfruttare Nokia come cavallo di troia per penetrare nel mercato degli smartphone.
Con Nokia se ne va una parte del nostro costume collettivo legato ad un'idea del futuro ormai obsoleta e divorata dalla rapidità con cui il mondo della tecnologia divora i suoi figli; nuovi viaggiatori attenderanno nuovi treni (sempre in ritardo), rimirando nuove pubblicità di nuovi telefoni e di nuove idee di futuri possibili, senza magari rendersi conto di quanto, un giorno, quei ricordi daranno loro la dimensione del proprio passato individuale.




