Wi-fi libero e gratuito, ecco la proposta di legge
Si diceva un tempo che ai governanti di tutto il mondo, dopo aver tassato spazi pubblici, strade, possesso di determinati oggetti, abitudini alimentari, vizi e virtù individuali e persino il celibato, non sarebbe rimasto che apporre balzelli sull'aria che respiriamo, andando a coprire così l'intero spettro delle esperienze umane con un corrispettivo pecuniario.
Se all'effettiva tassazione della molecola a base di ossigeno e anidride carbonica non si è ancora giunti, l'assenza di un sistema di diffusione dati a modalità wi-fi che sia libero e gratuito, rappresenta tuttavia proprio un'indebita esclusione dei cittadini dal loro basilare diritto di servirsi dell'aria come meglio credono e una limitazione coatta di un servizio considerato come essenziale al normale svolgimento della vita pubblica e privata, in gran parte del mondo civilizzato.

Con l'intento di traghettare magicamente l'Italia all'interno del terzo millennio e di rendere gratuito qualcosa che per sua stessa ideazione e concezione dovrebbe esserlo, un arrembante gruppo formato da 106 parlamentari ha presentato una proposta di legge finalizzata a garantire l'accesso alle reti wi-fi in tutti gli spazi di pubblico interesse e aperti alla collettività.
La proposta di legge prevede che, entro sei mesi dalla sua eventuale entrata in vigore, la pluralità di strutture dislocate sul nostro territorio (negozi, taxi, uffici, treni) siano tenute a dotarsi di un sistema di trasmissioni dati senza fili, aperto a chiunque voglia effettuare l'accesso alla rete e senza limitazione alcuna corrispondente in chiavi d'accesso protette, passwords, costi aggiuntivi rispetto al piano tariffario o credenziali d'accesso che vincolino l'utente temporaneo all'esercizio offerente del servizio.
La proposta riguarda tutte le aree adibite alla pubblica frequentazione che rispondano ai due basilari requisiti individuati nella presenza di una superficie superiore ai 100 metri quadri e nella presenza di almeno due dipendenti, in caso la norma si riferisca ad un'attività di tipo commerciale.
Facendo leva sull'essenzialità di un servizio riconosciuto come primario (anche e soprattutto in chiave di rilancio turistico della penisola) la proposta intende così allineare l'Italia a tutte le grandi nazioni dove il wi-fi libero e gratuito è una realtà fattuale ormai da anni e porre fine ad una situazione di dispersione dell'informazione che vede la presenza di reti pubbliche solo in grandi centri urbani, nei quali le difficoltà principali sono tuttavia rappresentate dalla continua richiesta di credenziali d'accesso.
Trovandosi la proposta ancora ali albori di un lungo iter che porterà l'intero Parlamento a dibattere sull'opportunità di introdurre il provvedimento e sulla presenza di eventuali coperture economiche volte a garantirne la sostenibilità presso tutti i luoghi di proprietà di comuni, regioni e Stato è difficile dire se l'appello lanciato troverà una risposta presso le consuete orecchie da mercante spesso sedute in Aula o se invece qualcuno troverà l'idea più remunerativa nel lungo termine, rispetto all'intenzione di tassare anche l'aria che respiriamo.



