Datagate: anche gli antivirus nel mirino di Nsa In evidenza
Grazie a (o per colpa di) Edward Snowden e allo scandalo denominato Datagate, tutti noi andiamo a dormire un po' meno sereni, consci del fatto che gli enti governativi e di intelligence che dovrebbero vigilare sulla nostra sicurezza, in realtà ci stanno spiando e stanno impiegando i nostri dati sensibili per finalità oscure che con la sicurezza hanno poco o nulla a che vedere.
Giusto per gettare ulteriore sconforto sulle spalle e sui sogni dei comuni cittadini alle prese con i pc, il quadro legato al Datagate si sta arricchendo di nuovi inquietanti particolari, in base ai quali le (ormai famigerate) agenzie di Intelligence Nsa e Ghchq si sarebbero spinte al punto di effettuare un'opera di spionaggio industriale nei confronti delle aziende produttrici di softtwares antivirus, al fine di tracciarne un'ipotetica vulnerabilità.

Secondo i dati che emergono dall'operazione ribattezzata Camberdada, le due agenzie governative americana e britannica avrebbero infatti penetrato per anni i segreti dei maggiori produttori di antivirus, al fine di individuarne l'intrinseca fallacia e di poter proseguire così la loro “raccolta” di dai sensibili a prescindere dal fatto che i softwares in questione fossero o meno installati sui pc che si intendeva spiare.
In sostanza, gli enti deputati allo presunta sicurezza governativa hanno avuto la brillante intuizione di spiare tutti coloro che producevano antivirus, di modo da sapere in anticipo come il programma si sarebbe comportato e quali erano le sue intrinseche lacune, al fine di riuscire penetrare all'interno anche di computers apparentemente blindatissimi.
L'operazione è stata resa possibile mediante un sofisticato sistema di spionaggio che ha consentito a Nsa e Ghchq di arrivare addirittura a leggere le e-mail private dei dipendenti delle aziende in questione, riuscendo così ad assistere a numerose discussioni incentrate su virus e problematiche di sicurezza informatica.
Tra le aziende vittime di spionaggio, figurano anche i nomi di due società italiane, Viritpro e Novisrusthanks, incluse nella vasta operazione iniziata nel 2008 che ha coinvolto ben 23 società produttrici di antivirus (tra le quali la celeberrima Kaspersky), risparmiando soltanto i grandi nomi di McAfee, Symantec e Sophos.
Le nuove rivelazioni sono state diffuse nel corso della giornata odierna a partire dal sito The Intercept, fondato dal giornalista Glenn Greenwald sulla base dei dati trafugati da Edward Snowden e dovrebbero quindi dipingere un ritratto sufficientemente affidabile della situazione, quel tanto che basta per riuscire a togliere il sonno residuo ai cittadini spiati per finalità che risultano persino più oscure di una notte senza sogni.





