Prima dell'avvento di un diffuso relativismo scientifico che ha messo in crisi il nostro sistema di credenze, il mondo in cui vivevamo risultava molto più semplice da un punto di vista logico-intuitivo: le proposizioni erano inesorabilmente “vere” o “false”; le lampadine potevano essere “accese” o “spente” e le numerose mosche che infastidivano la quiete domestica dovevano necessariamente essere “vive” o “morte”.
Sulla scia di una nostalgia diffusa per quel mondo così semplice, la maggior parte di noi è portata a credere che lo stesso sistema di pensiero si applichi anche alla sfera dei nostri elettrodomestici e che, per tanto, se la televisione non emette bagliori e la stampante laser si trova nell'impossibilità di stampare, devono essere necessariamente spente.

E invece, no: la condizione intermedia tra la piena attività e l'incapacità di alimentarsi attraverso la corrente elettrica, definita come “stand-by”, oltre a mettere in crisi il nostro sistema di credenze di tipo binario, pare costituire un onere non indifferente in termini economici, stimato (per la precisione) nell'ingente cifra di un miliardo di euro all'anno nella sola Europa.
Sulla base di una ricerca condotta dalla società Avvenia, l'abitudine di mettere i dispositivi elettronici in stand by al termine del loro utilizzo inciderebbe infatti in modo significativo sul bilancio energetico del Vecchio Continente, sopratutto se gli apparecchi elettronici in questione rientrano in una fascia di consumo superiore ai 3 watt di potenza, come di fatto accade per circa un terzo dei dispositivi immessi sul mercato, in completa dissonanza con le normative europee del 2010 che imporrebbero la produzione di materiali elettronici dai consumi marcatamente più bassi.
Tradotto su un versante pratico, lasciare quotidianamente in stand by dispositivi come consolle per i videogiochi, stampanti laser, decoder o macchinette del caffè potrebbe riverberarsi sulle nostre bollette con una spesa aggiuntiva pari ad un massimo di 450 euro l'anno ed incidere così sul nostro rapporto tra uscite ed entrate persino più dell'odiata Imu o di un paio di multe rimediate per divieto di sosta, mandando così a monte i piani di spending review familiare.
Per far fronte alla piccola emergenza energetica, l'amministratore delegato di Avvenia, Giovanni Campenia, ha suggerito a tutti gli Italiani l'acquisto di una presa multipla (o di quella che in gergo viene definita “ciabatta”) in grado di consentire lo spegnimento completo di più dispositivi simultaneamente, senza dover continuamente fare il giro della casa per sincerarsi che ogni cosa giaccia priva di vita in previsione della notte.
Aggregandoci al sapiente consiglio, suggeriamo l'adozione di precauzioni in merito e di una maggiore attenzione alle voci relative alle uscite pecuniarie presenti sulla bolletta energetica bimestrale: con un minimo di accortezza è possibile far fronte a spese completamente inutili e magari, superare l'ottocentesca visione del mondo in base alla quale ogni cosa al mondo debba per forza essere “bianca” o “nera”.




