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Twitter legittimato a spiare le applicazioni presenti sugli smartphones

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Twitter legittimato a spiare le applicazioni presenti sugli smartphones

Si diceva un tempo che non vi fosse azione più vile di quella rappresentata dai metaforici spari all'indirizzo della Croce Rossa, dal momento che chi si trovava all'interno della vettura (sia in qualità di ferito, che di infermiere) era logicamente impossibilitato a rispondere al fuoco, data la presenza di una situazione di emergenza già pericolosa di suo.

A pochi giorni di distanza da una sentenza della Corte Suprema che autorizza Google a manipolare i risultati di ricerca sul web (vedi articolo), la moderna Croce Rossa rappresentata dalla privacy individuale riceve un'ulteriore raffica di spari, grazie alla recente decisione di Twitter di monitorare attraverso la propria app le attività svolte sul dispositivo da tutti gli utenti di telefonia mobile che hanno installato l'applicazione sul proprio smartphone.

twitterspia

 

A partire dai prossimi giorni, Twitter comincerà infatti a monitorare la quantità e la tipologia delle applicazioni installate sullo smartphone dei sui utenti (senza tuttavia raccoglierne i dati inseriti), con l'obiettivo dichiarato di migliorare la qualità del proprio servizio, giungendo all'elaborazione di inserzioni pubblicitarie mirate e di contenuti aggiuntivi, creati rporio a partire dalle preferenze dei singoli utenti.

Tradotto su un versante estremamente pratico; se un utente è appassionato di sport (ad esempio), l'applicazione mobile di Twitter verrà rapidamente a conoscenza della particolare inclinazione del suo fruitore e dopo aver compiuto un metaforico “giretto” all'interno del suo telefono comincerà a proporgli inserzioni e contenuti giudicati in sintonia con quanto si già presente nel parco applicazioni installato sul dispositivo.

Se vi state domandando se tutto questo sia effettivamente legale e non si trovi in aperto contrasto con le norme che regolano la tutela della privacy, la risposta si trova nel fatto che la nuova funzione-spia avrà carattere opzionale, ma verrà impostata come opzione di default, di modo che, essendo possibile disabilitare l'accesso dell'app ad altri contenuti, chiunque non lo farà cadrà vittima della legge che prevede il silenzio-assenso.

Logicamente, i responsabili di Twitter puntano su quella grandissima fetta di utenza che si trova all'oscuro della nuova impostazione o che non vuole prendersi la disabilitarla manualmente, per garantirsi l'accesso ad un enorme numero di dispositivi (e dunque di potenziali campagne pubblicitarie), senza che nessuno potrà mai trovarsi nella situazione di recriminare su quanto avvenuto, dal momento che la facoltà risulta essere teoricamente opzionale.

L'idea di Twitter è dettata dal tentativo di riuscire ad attrarre un maggior numero di inserzionisti sul proprio sito, sfruttando impostazioni simili a quella già adottate da Facebook e divenute tristemente lo standard qualitativo per la concorrenza, con buona pace per la povera privacy, già in fin di vita e continuamente vittima di nuovi spari.

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