Taylor Swift contro Apple: gli artisti su Music saranno pagati
In fondo, i soldi sono un po' come i piaceri della vita: per quanti tu ne possa possedere, non esiste al mondo una misura sufficiente a definire un senso di sazietà definitivo, né tantomeno una cifra univoca volta a denotare il raggiungimento di un limite a partire dal quale possiamo tranquillamente lavorare gratis senza troppe remore.
Pur trovandosi in possesso di un estratto conto fornito di tante cifre da fare impallidire i decimali del Pi-Greco, la popstar Taylor Swift ha per tanto deciso che l'idea messa in campo da Apple per promuovere la propria nuova fatica musicale, rigorosamente in streaming, non le piaceva affatto e ancor meno le piaceva l'idea di non essere pagata per tre interminabili mesi.

In concomitanza con il lancio della sua piattaforma tematica Music, Apple ha infatti deciso di mettere in atto una sorta di periodo di prova, dai chiari intenti promozionali, durante il quale agli astisti inseriti sull'applicazione non sarebbero state pagate le royalties relative ai brani ascoltati, scatenando così l'ira di Taylor Swift (e si presume, di altre popstar), che ha deciso di scrivere all'azienda una lettera aperta in cui si accusa il marchio di Cupertino di politica scorretta e lontana da quanto messo in campo fino ad ora.
Così come gli artisti non chiedono di avere in dono degli iPhone, argomenta la Swift, è doveroso che le fatiche discografiche di musicisti e aspiranti tali vengano ricompensate attraverso il versamento dell'importo previsto dalla legge sulle royalties (cioè i diritti d'autore), senza scappatoie promozionali, né decisioni unilaterali volte ad impoverire il mercato musicale.
Probabilmente temendo la genesi di un classico “effetto domino” in grado di minare la solidità del marchio, Apple ha prontamente risposto alla Swift, tramite la nota del suo vice presidente per i sevizi internet Eddie Cue, affermando che le parole della popstar erano servite a far giungere l'azienda alla conclusione che gli artisti andavano pagati seduta stante e senza troppe storie.
Scegliendo la via della diplomazia più assoluta, Apple ha dunque preferito evitare nuove polemiche e nuovi attacchi da parte di artisti costretti a non percepire i compensi dovuti in attesa che Music decolli, giungendo così ad un rapido dietro-front aziendale e scoprendo magicamente sulla propria pelle che al mondo quasi nessuno è disposto a lavorare senza un compenso, per quanti soldi possa possedere e per quanto lungo possa essere il suo estratto conto.





