Spotify elabora una mappa mondiale dei gusti musicali
Esattamente come accade per qualunque altra espressione artistica o culturale, anche la musica è il prodotto di determinate componenti endemiche e geografiche che producono la genesi di un determinato stile e che spiegano ad esempio, perché in Jamaica il Reggae vada per la maggiore, perché i quartieri poveri delle metropoli americane abbiano dato alla luce il Rap e perché la fredda Scandinavia abbia assistito alla creazione del Black Metal.
Pur prodotta secondo criteri squisitamente geografici, la musica viene tuttavia fruita ad ogni latitudine grazie a sistemi di diffusione, sempre più globali ed evoluti, secondo modalità che portano gli utenti delle metropoli mondiali a sviluppare gusti e tendenze localizzate, ma non direttamente correlati alle località da cui effettivamente proviene la musica ascoltata.

I responsabili di Spotify, principale piattaforma musicale in streaming (checché ne dicano in casa Apple), si sono infatti presi la briga di dividere in aree metropolitane il globo terrestre e di indagare a fondo cosa ascoltano gli utenti del sito a seconda della loro appartenenza ad una determinata zona del mondo.
Dal breve giro del Pianeta condotto tramite Spotify è emerso che il genere di musica più ascoltato al mondo è l'Hip Hop, nuova tendenza globale che ha spodestato dalle playlist di tutto il mondo artisti locali e musiche “tradizionali”, andando a costituire un collante unico in grado di superare le barriere geografiche che avevano assistito alla nascita del genere durante i primi anni'80.
Nel panorama legato ai singoli artisti, la divisione in città effettuata da Spotify ha prodotto risultati piuttosto sorprendenti, con il gruppo The Chiasmokers in vetta alle tendenze di New York, Jamie xx che la fa da padrone a Londra, mentre Napoli assiste al trionfo dell'idolo locale Clementino, molto meno influente nelle altre metropoli nostrane.
Logicamente, la mappa ideata da Spotify ha un valore solo parziale, dal momento che la fascia di utenza di contenuti musicali in streaming risulta piuttosto “giovane” e avulsa dalla ricerca di supporti fisici di altra natura, ma riesce comunque a dare un ritratto attendibile di come proceda la fruizione musicale in un mondo che mira sempre più ad abolire anche le barriere artistiche residue e a diventare una sorta di villaggio globale dove si suona tutti, chi più, chi meno, la stessa musica.




