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Progetto EcoBricks: costruite 61 scuole ricavate da materiali di scarto

Progetto EcoBricks: costruite 61 scuole ricavate da materiali di scarto

In un'accezione strettamente metaforica, non esiste un luogo al mondo più solido ed immutabile della nostra scuola: a partire dalla Riforma Gentile, ogni ministro dell'Istruzione che ha tentato di rivedere le fondamenta del sistema scolastico vigente si è trovato vittima di proteste, occupazioni, scioperi e autogestioni che hanno costretto ad un parziale retromarcia le velleità riformatrici e che hanno lasciato, in gran parte, immutato lo status quo.

Dal momento che rivedere i pilastri sui quali si fonda il sistema scolastico pare un'impresa complicata, se non addirittura impossibile qualunque latitudine, l'organizzazione ambientalista Hug It Forward ha avuto la brillante intuizione di rivedere l'architettura scolastica in un'accezione molto più fisica ed ecosostenibile, realizzando 61 edifici completamente ricavati da mattoni riciclati.

scuoleplasticariciclo

In virtù del progetto denominato EcoBrick, è stato infatti possibile costruire oltre 60 scuole, ubicate nelle aree più povere del mondo e realizzate grazie a materiali provenienti dal riciclo, andando così ad abbattere i costi di realizzazione degli edifici e a garantire, al contempo, un nuovo impiego a materiali altrimenti destinati al totale abbandono.

Grazie all'intuizione di Susan Heisse, responsabile di Hug it Forward, è stato infatti possibile ideare un sistema di riconversione dei materiali plastici non biodegradabili su scala mondiale, andando a reimpiegare materiali dal difficile smaltimento per edificare scuole disseminate alle più disparate latitudini del globo, dalle Filippine al Guatemala e a rendere così possibile un'ampia scolarizzazione in quei luoghi dove proprio la penuria di edifici rappresenta uno degli ostacoli da superare.

Nato da soli 69 mesi, il progetto EcoBricks ha dunque già prodotto risultati tangibili ed ispirato la nascita di un numero crescente di edifici scolastici,  mettendo così in atto una piccola rivoluzione di settore che potrebbe presto fare proseliti in altre aree del mondo e che, sicuramente, non susciterà quell'ondata di proteste, scioperi, occupazioni ed autogestioni che generalmente si accompagnano ad ogni tentativo di riforma della scuola, a prescindere dal colore politico del ministro in questione e dalle sue reali intenzioni.

 

 

Cinese di Maputo

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