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Ghiacciai italiani messi a dura prova dal caldo anomalo

Ghiacciai italiani messi a dura prova dal caldo anomalo

Quasi per antonomasia, il freddo tende a conservare tessuti organici ed elementi naturali, mentre il caldo, al contrario, porta con se il logorio delle medesime strutture, il che comporta che, per quanto possiamo amare l'estate, verso la fine di settembre ci troviamo ad essere bisognosi di refrigerio e vagamente spossati dalla lunga sessione di afa.

Non fanno eccezione i ghiacciai della Val d'Aosta per i quali la stagione estiva si traduce in un lento e progressivo scioglimento destinato a culminare, generalmente, in una sostanziale erosione settembrina e nel conseguente bisogno di una pausa dal caldo, necessaria alla ricomposizione dei bacini ghiacciati.

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L'ondata anomala di afa che ha investito l'Italia in questo strano mese di luglio 2015 è stata tuttavia tanto intensa e imprevista che i principali ghiacciai valdaostani si trovano già da ora, all'inizio di agosto, a soffrire l'agonia tipica di fine settembre, con il risultato di un processo naturale presentatosi con due mesi d'anticipo sulla sua consueta “data di scadenza”.

A lanciare l'allarme sono stati gli esperti facenti capo all'associazione Montagna Sicura che, nel corso di una vasta perlustrazione sui rilievi montuosi della Val d'Aosta, hanno potuto constatare come i ghiacciai tendessero già allo scioglimento e alla liquefazione, fenomeno che non si era mai manifestato, a memoria umana, a metà estate appena iniziata.

L'indagine condotta da Montagna Sicura ha preso in esame i ghiacciai di Petit Grapillon, sul Monte Bianco, di Rutor, su La Thuile e i due principali ghiacciai del Gran Paradiso (Grand Vallon e Timorion), scoprendo identiche quanto allarmanti condizioni di usura precoce.

Il prematuro scioglimento dei ghiacciai esaminati mette infatti a dura prova la loro sopravvivenza e lascia presagire l'avvento di un'annata difficile per i rilievi montuosi della Val d'Aosta, andando a sconvolgere il naturale equilibrio che prevede un accumulo nevoso durante la stagione invernale e un lento scioglimento delle risorse idriche ghiacciate in estate; equilibrio che regola da millenni la composizione delle nostre cime più preziose.

A meno di un agosto insolitamente mite, pare dunque che l'estate 2015 sia destinata a mettere a dura prova non solo la nostra resistenza di fronte ad afa e sbalzi climatici, ma gli stessi elementi naturali che costituiscono lo scenario della nostra azione, in attesa che il freddo giunga a ripristinare quell'antico equilibrio che regola mediante un processo di conservazione, quasi per antonomasia.

 

Cinese di Maputo

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