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La Russia mette sotto indagine Apple per le emoticon gay di Ios

La Russia mette sotto indagine Apple per le emoticon gay di Ios

Non molto tempo fa, grazie all'ennesima trovata pubblicitaria di Apple, il mondo aveva magicamente scoperto come le simpatiche faccine gialle atte a denotare uno stato d'animo virtuale, note come emoticon o emoji, si trovassero potenzialmente a possedere caratteristiche riconducibili ad una determinata appartenenza etnica o ad un determinato orientamento sessuale.

Se la cosa aveva per lo più provocato qualche sorriso e portato il grande pubblico a domandarsi come potesse essere un emojii eterosessuale, gay o bisex, data la mancanza di attributi sessuali atti ad esplicare le sue tendenze, in Russia pare abbiano preso al questione molto sul serio, fino al punto di avviare un'indagine ai danni di Apple per “propaganda omosseuale” protratta attraverso le sue emoticon presenti su iOS.

russiaemojigay

Premesso che, a nostro avviso, il concetto di “propaganda omosessuale” è persino più ridicolo della pretesa di voler caratterizzare delle icone e che non esiste una sola persona al mondo che cambierebbe il proprio orientamento sessuale per dare credito a fantomatici suggerimenti e slogan, la polizia di Kirov, cittadina dove il crimine vero batte evidentemente la fiacca, ha deciso di multare Apple per la sua impudica trovata e di spingere la ditta di Cupertino a rimuovere dal suo software le faccine gay-friendly, evidentemente col timore che i giovani locali decidano di convertirsi all'omosessualità dopo aver scambiato un messaggio su iPhone andando così ad abbassare drasticamente il tasso di natalità dell'intero paese.

Nel dettaglio, secondo gli inquirenti russi, l'apposizione di “emoticon gay” (virgolettatissimo) all'interno del sistema operativo mobile di Apple violerebbe quel particolare comma della legge russa che sancisce il divieto più assoluto di mettere in atto una qualunque azione propagandistica di stampo omosessuale in presenza i minori.

Come se tutto questo non fosse sufficiente, la polizia ha ora passato le emoticon al vaglio di esperti forensi, pagati per discutere il sesso degli angeli, che dovranno stabilire se e quanto le faccine gialle siano gay e in che misura potrebbero traviare quella gioventù per la quale le emoticon altro non erano che il modo di esprimere uno stato d'animo virtuale in un mondo troppo serio per capire appieno le loro ragioni.

 

Cinese di Maputo

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