Facebookdown, il social network di nuovo in tilt
Se un singolo colpo di tosse non costituisce una ragione sufficiente per pensare di aver contratto una patologia, la persistenza di tosse secca richiederebbe invece l'intervento di un consulto medico, dato che risulta ovvio anche ai bambini come non sia il singolo sintomo a fare la malattia, ma il suo perpetrarsi nel tempo.
Accolto come un episodio sporadico (legato a malfunzionamenti di Open Graph, Api o quant'altro) durante la scorsa settimana, il tilt che ha coinvolto Facebook portando il social network a diventare irraggiungibile si è ripetuto nella giornata di ieri, lasciando intravedere la possibilità che i sintomi avvertiti mercoledì scorso non fossero poi tanto tanto sporadici e tanto avulsi da un quadro patologico definito.

A fronte di una lunga storia nella quale i malfunzionamenti hanno trovato pochissimo spazio, fa piuttosto notizia, infatti, il nuovo crash accusato da Facebook introno alle ore 21 di ieri, quando la piattaforma ha subito drastici rallentamenti per poi cessare del tutto di funzionare e diventare desolatamente irraggiungibile fino alle ore 22, quando il problema è stato (apparentemente) risolto.
Le modalità che hanno contraddistinto il nuovo fenomeno ribattezzato come #Facebookdown hanno avuto le medesime sembianze del primo tilt, con la laconica dicitura “Scusate, qualcosa è andato storto. Ci stiamo lavorando e lo ripareremo appena possibile” a campeggiare sullo schermo dei milioni di utenti che tentavano di connettersi al social network nel tentativo di comunicare con i loro amici, veri o presunti, o di trascorrere una serata al riparo da oneri familiari e maratone televisive.
Non conoscendo ancora le cause dell'accaduto, risulta comunque difficile immaginare che il problema risulti ascrivibile alla scarsa tenuta dei servers, dato il suo ripetersi a pochi giorni di distanza e dato che, proprio sulla tenuta dei servers il signor Zuckerberg è riuscito ad edificare un impero in cui la parola affidabilità ha primeggiato per anni.
Mentre il nuovo tilt di Facebook è già diventato un tormentone e Zuckerberg si torva al centro di un'ondata derisoria pressoché continua, soprattutto all'indomani delle sue dichiarazioni che invitavano i colossi di settore a “collegare il mondo”, permangono quindi i dubbi relativi alle cause del nuovo colpo di tosse accusato dal social network, con tutta probabilità provocato dalla contrazione di un insperata quanto insolita patologia.




