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Facebook pronto a connettere l'Africa nel 2016

Facebook pronto a connettere l'Africa nel 2016

Oltre alla perenne carenza di risorse idriche e alimentari, a dittature feroci e alla mancanza di un'adeguata copertura sanitaria di fronte all'incedere di patologie poi non tanto banali, pare che uno dei principali problemi che affliggono l'Africa sia rappresentato dalla penuria di connessioni Internet e dal conseguente mancato accesso ai sistemi di informazione globalizzati.

Nel tentativo di ovviare al problema, passando rapidamente dalle dichiarazioni all'azione, Mark Zuckerberg ha annunciato l'immediata disponibilità da parte di Facebook a lanciare in orbita un apposito satellite, attraverso il quale connettere il Continente Nero e portare informazioni proprio laddove le preoccupazioni maggiori sono legate alla sopravvivenza individuale.

facebookafrica2016

Dopo la lettera-manifesto scritta con Bono al New York Times, il fondatore di Facebook ha infatti raggiunto l'accordo con una società francese, la Eutelsat Communications, per la messa in orbita di Amos-6 a partire dal 2016.

Grazie il ricorso al satellite, che dovrebbe venire lanciato da Israele, Zuckerberg si propone così di portare una connessione di tipo Wi-fi nelle zone dell'Africa sub-sahariana attualmente lontane dall'aver raggiunto un'adeguata copertura internet e di estendere così il novero delle aree connesse all'intera superficie del pianeta o quasi.

L'operazione lanciata da Facebook prevede inoltre la presenza di equipe di esperti presenti sul territorio e intenti a formare la popolazione locale circa le corrette modalità attraverso le quali accedere alla Rete e beneficiare così del nuovo servizio offerto dal satellite Amos-6.


Logicamente, oltre i doverosi intenti umanitari, l'operazione porta con sé la speranza di poter aprire mercati finora ad ora inesplorati per la Facebook Inc e magari di poter assistere alla nascita di un universo sempre più globalizzato, in cui le popolazioni locali potranno esprimere tutto il loro dissenso di fronte a copi di stato, virus e mancanza di risorse alimentari con quel “non mi piace” che pare destinato a sbarcare su Facebooknel corso dei prossimi mesi.

 

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