Google celebra Scoville: tutta questione di piccantezza
Poco prima dell'avvento di reality e talent shows, per lo più americani, incentrati sull'alimentazione, l'avventore medio di una tavola imbandita faticava a distinguere la scala di Scoville con quella ideata da Mercalli e a differenziare il grado di piccantezza di un peperoncino piccante da quello prodotto da una comune ustione cutanea.
Giusto per celebrare il rinnovato interesse per la cucina e per le spezie, Google ha deciso di dedicare il suo doodle odierno proprio a Wilbur Scoville, inventore della scala univoca che consente di classificare la piccantezza dei peperoncini in base al loro contenuto di capsaicina.

Nato 151 anni fa, il chimico americano ideò per primo (e per ultimo) un sistema in grado di porre fine alle dispute incentrate sul mondo del piccante, dando vita ad un scala di misurazione tutt'ora in uso, che classificava i peperoncini andando ad estrapolare dalle differenti tipologie alimentari la quantità di principio attivo in essi contenuta (la capsaicina, appunto), al fine di istituire una particolare gerarchia, ideale per tutti coloro che vogliono cimentarsi in cucina senza correre il rischio di trovarsi arsi vivi, oppure di dare vita a pietanze meno saporite del previsto.
Partendo da un peperone dolce, che possiede un valore pari a zero, la scala di Scoville ha così rappresentato il movente per catalogare e ordinare il regno dei peperoncini, al momento guidato (in attesa di ulteriori scoperte) dal temutissimo Trinidad Scorpion, il cui contenuto di capsaicina è di poco inferiore a quello presente in uno spray urticante.
Salutando con moderato entusiasmo l'ennesima trovata di Google, utile a far luce sulla storia delle nostre tradizioni, non resta che attendere l'avvento di un nuovo format televisivo incentrato sulla cucina per comprendere a fondo tutto quanto è rimasto ignoto agli avventori delle tavole imbandite fino a poco tempo fa.





