Swatch lancia Bellamy, l'orologio che diventa portafoglio virtuale
Fatta eccezione per il presunto lancio di un dispositivo hi-tech da parte di Tag Heuer, sul mancato successo degli smartwatch hanno influito anche fattori di natura marcatamente estetica, dato che i vari prodotti partoriti da Apple e consimili risultano essere mediamente piuttosto brutti e difficilmente indossabili in occasione di un incontro di lavoro o di una cena galante.
Esattamente come sta accadendo per le cosiddette "autovetture del futuro”, ecco dunque che i costruttori di tipo tradizionale cercano di immettersi in un mercato morto sul nascere, con Swatch in prima fila, pronta a lacaire l'orologio Bellamy, dispositivo di tipo ibrido che abbina alcune funzionalità di tipo smart a fattezze giovanili in grado di rendere il modello attraente, prima ancora che utile.

Ideato e concepito quasi esclusivamente per i pagamenti di tipo Nfc, Bellamy si pone in realtà a metà strada tra un orologio da polso di tipo classico e un portafoglio virtuale, tramite il quale effettuare pagamenti in tutta sicurezza mediante l'accordo raggiunto tra la ditta svizzera e alcune banche dislocate ai più disparati angoli del Pianeta.
Al momento funzionante solo per i possessori di un conto presso le filiali di China UnionPay e Bank Of Communications, Bellamy punta infatti a raggiungere entro il 2016 una partnership con Visa in grado di renderlo alla stregua di un portafoglio universale, in grado di fare leva sulla carta di credito più diffusa al mondo per consentire compravendite ad ogni latitudine.
L'embrionale ingresso di Swatch nel delicato mondo hi-tech avrà luogo in Cina durante il prossimo mese di gennaio, per poi consentire l'approdo all'interno del mercato americano e, infine, su quello europeo, dove le novità necessitano generalmente di ulteriori fasi di test.
Disponibile in quattro modelli, Bellamy si pone dunque come il primo vero tentativo da parte di un'azienda specializzata nella costruzione di orologi di far fronte alla (lentissima) avanzata di Apple e Samsung, andando a creare un prodotto che risulta quantomeno gradevole alla vista, anche se, di fatto, piuttosto inutile.




