Google crea una divisione ad hoc per la realtà virtuale
Se è vero che non basta un soffio di vento per poter ipotizzare l'arrivo di una tempesta, dalle parti di Google è bastato l'enorme quantitativo di prenotazioni relative all prossimo venturo Oculus Rift Vr per spingere l'azienda a decidere insindacabilmente che la realtà virtuale rappresenta un mercato in forte espansione e per istituire una divisione societaria creata ad hoc.
L'ottimo riscontro di pubblico fatto registrare dalla pionieristica società, recentemente acquista da Facebook, ha infatti spinto Google a non considerare più la realtà virtuale alla stregua di una mera deviazione dagli intenti aziendali, ma una priorità da perseguire in tempi record, in termini di hardware e software, prima che la perdita di contatto con il nascente settore si trasformi in crollo sui mercati.

A capo del virtualissimo progetto, l'azienda di Mountain View ha deciso di mettere uno dei suoi uomini-chiave, riconsociuto in quel Clay Bavor già responsabile del serivzio di posta elettronica Gmail e di Google Docs e ora assurto al ruolo di vice presidente della neonata divisione interna.
L'obiettivo primario di Google (almeno nell'immediato) è quello di portare a termine il progetto legato ai visori low cost Cradboard, dispositivi di cartone che dovrebbero consentire l'accesso a mondi simulati se usati in sinergia con un comune smartphone, ovviamente basato su piattaforma Android.
Stando comunque alle intenzioni di Big G, un sistema di accesso alla realtà virtuale basato su costi esigui dovrebbe essere solo la prima pietra attraverso al quale l'azienda si prepara a resistere all'incedere di nuove tempeste sul mercato, anche se, fino ad oggi, la realtà dei fatti non è andata molto oltre la dimensione del semplice soffio di vento.





