Microsoft punta a spostare i server sott'acqua
Il nostro ritrovato rispetto per l'ambiente e le nostre infinite crociate contro l'inquinamento si arrestano generalmente in corrispondenza della nostra mania per il mondo di Internet, dato che i server necessari ai continui scambi dati non si alimentano certo di ossigeno e non producono fiorellini rosa, una volta attivati.
Dato che ormai il mondo è infestato di server e che il trend pare logicamente destinato a non arrestarsi nel corso dei prossimi mesi, ai responsabili di casa Microsoft è venuta una bizzarra idea in grado di ovviare ai problemi logistici e ambientali dei data center e consistente nell'immersione dei dispositivi all'interno dei fondali oceanici, dove continueranno a funzionare senza dare poi troppo fastidio all'ecosistema.

Concepita per far fronte ad esigenze di tipo pratico ed economico, dato che il continuo surriscaldamento dei server produce un consumo astronomico di aria condizionata e bollette ricolme di zeri, al rivoluzionaria trovata di Microsoft potrebbe riverberarsi anche sull'uso quotidiano di smartphone e affini, dato che i frequenti aumenti di temperatura dei nostri telefoni sono spesso dovuti proprio alla frenetica attività dei server e ad uno scambio dati al limite della sostenibilità.
Puntando a sfruttare le potenza delle maree quale fonte di approvvigionamento energetico e le correnti d'acqua in qualità di impianto di raffreddamento naturale, il Project Natick potrebbe dunque tradursi in un'epocale rivoluzione, qualora si riuscisse a sopperire alle lacune dell'idea, consistenti nell'ovvia difficoltà di raggiungere il data center in caso di guasto.
In caso dunque il progetto di Microsoft dovesse mai vedere la luce, ne conseguirebbe un netto risparmio in termini di emissioni funeste, per la gioia di tutti gli ambientalisti dell'ultima ora, intenti a condurre crociate contro il traffico urbano tra una email e l'altra.





