Sciopero della polizia contro caschi usati e giubbotti scaduti
Se la nostra spesa pubblica è divenuta ormai insostenibile per qualunque governo di qualunque colore, il buon senso imporrebbe che i doverosi tagli non venissero effettuati in direzione di quella strumentazione che consente alle forze dell'ordine di svolgere il loro compito senza temere di restare vittime dei malintenzionati per via di giubbotti antiproiettili che non fermano più le pallottole da lungo corso.
Proprio per protestare contro lo stato di abbandono in cui versa l'equipaggiamento la servizio della Polizia italiana, il Sap (Sindacato autonomo di polizia) di Brescia ha indetto per la giornata di oggi un singolare sciopero della mensa, che vedrà gli agenti rifiutare il vitto per unirsi allo sciopero della fame che vede il segretario generare Gianni Tonelli protestare contro tagli, mancato ricambio degli strumenti obsoleti ed incuria imperante.

Nel dettaglio, il sindacato di polizia denuncia la presenza: di giubbotti antiproiettili scaduti e quindi potenzialmente inefficaci; di vetture stradali con chilometraggi percorsi abbondantemente sopra le 200 mila unità; di caschi usurati e ormai impossibilitati a fermare pietre o altri oggetti contundenti e di divise logore che, seppur non rappresentando una minaccia all'incolumità degli agenti, stonano palesemente con il ritratto di quell'Arma moderna ed efficiente offerto dai media.
Anche se condotta solo su un versante simbolico, la protesta potrebbe non essere che l'inizio di una serie di manifestazioni dal carattere nazionale, concepite per far comprendere allo Stato la necessità di dotare la Polizia di nuove strumentazioni e per far comprendere ai governanti di qualunque colore il sottile confine che separa lo spreco nella Spesa Pubblica dai tagli condotti in direzione dell'efficienza dell'intero apparato statale.




