L'intelligenza artificiale di Google sconfigge il campione di Go per 4 a 1
Già dopo la prima trionfale partita, il mondo della ricerca robotica mondiale aveva gridato al miracolo, potendo assistere per la prima volta nella storia all'ideazione di un software in grado di sconfiggere il campione del mondo di Go, antico gioco da tavolo dove l'elaborazione di strategie complesse e squisitamente “umane” rappresenta la condizione sine qua non per potersi cimentare adeguatamente con la disciplina cinese.
A conferma dell'ottimo esordio di AlphaGo, il simulatore di intelligenza artificiale di Google è riuscito ad aggiudicarsi altre 3 partite, concludendo la sfida sul 4 a 1 e laureandosi in modo del tutto virtuale “campione del mondo” di Go, con buona pace per quegli esseri umani che da oltre duemila anni si cimentano con l'arte di spostare pedine sul goban con l'intento di colonizzare vaste prozioni di scacchiera.

Piuttosto seguito in estremo oriente, dove il Go ha una risonanza infinitamente maggiore per via di motivazioni storiche e culturali, lo storico incontro tra uomo e macchina pare aver testimoniato in via definitiva la possibilità di ricondurre ad un sistema algoritmo alcune fasi del pensiero in cui si supponeva che la capacità di elaborazione potesse travalicare i confini della matematica ed attingere in modo molto più marcato alla sfera mnemonica.
La sconfitta del campione coreano Lee Sedol si è posta infatti al di là delle più rosee previsioni elaborate alla vigilia dai programmatori di Google, dato che il gioco Go possiede una serie di combinazioni pressoché infinita e persino molto più ampia di quella del gioco degli scacchi, con conseguente difficoltà di imprigionare in un database tutte le combinazioni possibili e di sconfiggere l'essere umano facendo affidamento solo sulla memoria delle partite disputate, come avvenne quanto il celebre computer Ibm sconfisse Kasparov.
Benché ancora lontanissimo dall'effettiva replica dei processi neurali, il software di Google ha rappresentato un netto passo in avanti in direzione della ricerca orientata alla simulazione dell'intelligenza umana, facendo nuovamente gridare al miracolo tutti coloro che sognano un futuro segnato dalla degli del pensiero a robot e transistors.




