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Ecco la Family Bag per arrestare lo spreco alimentare

Se solo pochi giorni fa hanno fatto piuttosto scalpore le teorie di un biologo inglese che consigliava di consumare uova scadute facendo affidamento sul metodo dell'immersione in acqua (non fatelo!), è pur sempre vero che gli alimenti commestibili destinati inconsciamente al bidone della spazzatura, soprattutto nei ristoranti, rappresentano un enorme quantitativo del totale e che, con quei medesimi prodotti di riciclo, si potrebbero sfamare intere famiglie alle prese con contingenze economiche tutt'altro che rosee.

A seguito del successo fatto registrare dall'iniziativa “Doggy bag”, che prevedeva il riciclo di scarti alimentari per i quadrupedi, sbarca ora in Italia l'omologa Family Bag, particolare contenitore dalle finiture piuttosto chic deputato alla salvezza degli avanzi di una lauta cena al ristorante e alla loro riconversione nel pranzo o nella colazione successiva.

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Con l'intento di arrestare quell'enorme spreco alimentare che si traduce ogni anno in ingenti danni di natura ambientale, dal momento che il cibo non si genera per osmosi o con la forza del pensiero, numerose catene di ristoratori nostrani proporranno ai loro clienti di impacchettare gli avanzi della cena la fine di riutilizzarli, non appena i morsi della fame faranno la loro ricomparsa.

Piuttosto in voga in numerose nazioni occidentali, la pratica del riciclo alimentare è stata stupidamente snobbata per anni da un pubblico nostrano poco avvezzo a comprendere le reali conseguenze dello spreco di massa e oggi finalmente folgorato sulla via della riconversione dall'impegno profuso durante i mesi di Expo 2015 e dalla recente enciclica papale che ha posto sotto i riflettori la cura dell'ecosistema.

Inizialmente al via solo nella regione Veneto, dove 100 ristoratori hanno già aderito all'iniziativa promossa da Unioncamere, la Family Bag dovrebbe rapidamente varcare i confini regionali e spingersi in direzione di una lenta rivoluzione alimentare esaustiva, rigorosamente da non applicarsi in caso abbiate il sospetto che le uova siano scadute, checché ne dicano i biologi inglesi.

 

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In arrivo il semaforo che combatte lo smog

Solo pochi mesi fa, ad alcune amministrazioni comunali era venuta la folle idea di intervenire sui livelli si smog urbano andando ad apporre limiti di velocità inferiori a quelli attuali, senza tenere conto del fatto che i maggiori quantitativi di emissioni vengono prodotti non durante la marcia, ma in corrispondenza delle continue soste e ripartenze  in prossimità dei semafori.

Decisamente più sensata e proficua, la decisione della regione Piemonte di introdurre su tutto il territorio alcune particolari lanterne semaforiche che consentono di monitorare i livelli d'allarme relativi alle emissioni funeste e di consentire un intervento sulla viabilità laddove le concentrazioni si fanno via via più intollerabili.

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Esteticamente simile ad ogni altro semaforo, il dispositivo che entrerà in vigore in tutti i comuni piemontesi con un numero di abitanti superiore alle 15 mila unità si compone di un apposito rilevatore di polveri sottili che cambia l'intensità cromatica della lanterna in corrispondenza di un eccessivo carico di fattori inquinanti, aiutando così le amministrazioni comunali a comprendere non solo, quando le soglie relative ai pm 10 vengono superate, ma anche dove e come.

Tenendo conto dello storico di una determinata zona urbana, il semaforo anti-smog può diventare giallo, arancione, rosso cinabro o rosso vivo a seconda delle tempistiche e dei livelli relativi al superamento delle soglie di inquinamento, di modo che le istituzioni locali possano cogliere d'anticipo le polveri sottili ed intervenire con misure adeguate alle esigenze, prima che si raggiungano concentrazioni ormai insostenibili tali da produrre la genesi di soluzioni tanto assurde, quanto utili solo lenire il malcontento dell'opinione pubblica.

 

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Storia di una discarica trasformata in Oasi della Biodiversità

La recente storia del nostro Paese insegna, purtroppo, che trasformare una vasta area naturalistica in un eco-mostro è un'operazione piuttosto semplice: basta distogliere un attimo lo sguardo dalle meraviglie campestri che affollano la Penisola per assistere alla nascita di discariche a cielo aperto o infrastrutture dalla più che ambigua estetica e funzionalità.

Come ogni processo umano, anche la deturpazione dell'ecosistema risulta essere, tuttavia, un fenomeno reversibile e la riprova viene proprio in questi giorni dalle Marche, dove una discarica è stata trasformata in un'Oasi della Biodiversità, all'interno della quale flora e fauna incontaminate hanno lentamente rimpiazzato sacchi neri e detriti abbandonati.

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Con l'intento di operare una riconversione eco-sostenibile, la discarica “La Conrnaccchia” di Moie di Maiolati Spontini è stata ampiamente ristrutturata attraverso la semina di 13.956 piante, rigorosamente autoctone e l'impianto di numerose arnie riservate alle api, emblemi per antonomasia della biodiversità e della possibilità di sopravvivenza dell'intero eco-sistema.

Affidata alla gestione della società Sogenus, la ritrovata area verde ubicata nel cuore delle Marche troverà nuova vita in qualità di spazio ludico-educativo, dove i bambini potranno trascorrere il loro tempo libero lontano dalle emissioni di gas ad effetto serra ed entrare in contatto con le peculiarità naturalistiche della Regione, scoprendo così il valore di quella biodiversità ampiamente tutelata da apposite leggi e normative comunitarie, ma calpestata di fatto dallo sviluppo industriale e urbanistico.

La ciliegina sulla torta verde de “la Cornacchia” è rappresentata dalla presenza di una Cartografia informatizzata della vegetazione che consente di monitorare in ogni momento la sopravvivenza delle piante presenti nel territorio e assicurarsi che tutto vada per il meglio, prima che il verde venga nuovamente soffocato da discariche a cielo aperto ed eco-mostri, una volta distolto lo sguardo per un attimo.

 

Cinese di Maputo
Ocean Cleanup, come spingere il mare a ripulirsi da solo

La proverbiale indolenza della specie umana nei confronti dell'eco-sistema ha ormai raggiunto picchi di insofferenza tali da portare a percepire i più moderni sistemi deputati allo smaltimento dei rifiuti alla stregua di un fastidio, quasi come se, sotto sotto, sperassimo che qualcun altro rimediasse ai nostri danni, oppure che il pianeta Terra decidesse d'incanto di ripulirsi da sé.

Probabilmente spinto da analoghe considerazioni sull'umana indolenza, un 19enne olandese di nome Boyan Slat ha ideato e messo a punto un particolarissimo sistema di smaltimento rifiuti marittimo in grado di ridurre intervento e manodopera al minimo necessario e a spingere i grandi oceani a ripulirsi in modo autonomo da tutti i detriti e le impurità che vengono coattamente immessi nelle sue acque.

oceanclenaupboyan

Il particolarissimo sistema, di nome Ocean Clenaup, sfrutta infatti l'azione prodotta a partire dalle correnti d'acqua per ripulire l'oceano dalla spazzatura, consentendo al contempo la completa compattazione dei rifiuti, resa possibile da un compattatore che si alimenta mediante l'energia solare.

Lunga circa 2000 metri, la barriera Ocean Cleanup spinge cioè i rifiuti ad incanalarsi in appositi containers, collocati in prossimità del termine del naturale percorso delle onde, dove trovano ad accoglierli dei piccoli termovalorizzatori che sfruttano la luce solare per mettere in atto il processo di riciclo, dopo che i residui plastici sono stati frammentati e resi adatti al processo.

Il particolarissimo sistema di auto-smaltimento marittimo farà presto il suo esordio ala largo delle coste di Tsuhima, tra Corea e Giappone, dove l'emergenza rifiuti risulta essere piuttosto accentuata, per poi vedere estendere il suo raggio d'azione in omologhe località del Pacifico, con l'intento di mettere in atto un gigantesco piano di pulizia oceanica agevolato dalla velocità e dall'ampiezza delle onde presenti nell'estremo oriente asiatico.

Insignito con il prestigioso premio Best Technical Design all'Università di Delft, il progetto del giovanissimo Boyan è riuscito a diventare realtà in tempi rapidi grazie ad un crowfunding che ha consentito al ragazzo di racimolare i quasi 2,1 milioni di dollari necessari alla messa in atto dell'opera.

Se si considera che la totalità delle acque oceaniche può “vantare” al suo interno al presenza di ben 269 mila tonnellate di rifiuti solidi, la barriera Ocean Clenaup potrebbe rappresentare in futuro la soluzione più agevole ed economica per giungere all'opera di pulizia marittima a più riprese invocata e rimandata, per via di costi elevatissimi e un po' anche per quell'umana indolenza che si manifesta ogniqualvolta si parla di ambiente ed eco-sistema.

 

Grand Hotel Terme

Viale Stazione, 21 Montegrotto Terme (PD) Italy
Tel-Fax: +39 0498911444
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Il Grand Hotel Terme si trova nel cuore dei Colli Euganei, a poca distanza da citta' d'arte come Venezia, Padova, Verona e Vicenza, nella verde cittadina di Montegrotto Terme che, insieme ad Abano Terme, da' vita alla stazione termale piu' grande e rinomata d'Europa: le Terme Euganee. La nostra specialita' e' prenderci cura di voi facendovi sentire la familiarita' di casa e coccolandovi con gli agi propri di un 5 stelle.

Rallenta lo scioglimento dei ghiacciai austriaci dopo anni

Il mondo in cui viviamo si compone per lo più di zone ad alto tasso di industrializzazione e di infinite periferie, collocate ai margini delle cronache planetarie e relegate qualche trafiletto in ultima pagina dei quotidiani, soprattutto quando gli eventi narrati riguardano ripercussioni climatiche di quanto prodotto nel cuore della civiltà occidentale o cinese.

Se dunque il fenomeno climatico legato al riscaldamento globale è stato ignorato per anni anche a fronte di effetti catastrofici generati in Bangladesh o sulle sempre più aride vette dell'Himalya, da quando i ghiacciai collocati sulle vette alpine austriache hanno cominciato lentamente e progressivamente a sciogliersi, l'attenzione si è rapidamente spostata in prossimità dei nostri confini geografici e culturali, dando vita da un interesse fino a poco prima del tutto latitante.

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Il fenomeno legato alla riduzione della massa dei ghiacciai austriaci che prosegue da anni non è solo la spia dei mutamenti climatici in atto, ma il segnale tangibile di quanto il riscaldamento del Pianeta produca effetti di tipo globale, non limitati ai soli poli del mondo o a zone sconosciute e difficilmente reperibili sulle cartine geografiche, ma collocati nelle nostre immediate vicinanze.

La buona notizia, in tutto questo, è che per la prima volta dopo lunghi periodi, il trend ha visto una riduzione durante l'anno solare 2014, grazie ad una sovrabbondanza di piogge estive che ha rallentato lo scioglimento e consentito a quell'86% di ghiacciai alpini che si trovavano in diminuzione di mantenere la dimensione rilevata durante il 2013, anche a fronte di un'annata che è risultata essere la più calda di sempre a livello mondiale.

Tradotto in un linguaggio esclusivamente pratico, i mutamenti climatici provocati a partire dalle emissioni dei Co2 hanno avuto l'effetto di surriscaldare la crosta terrestre, dando vita ad un'infinità di effetti secondari imprevisti, tra i quali è rientrata anche l'inedita piovosità del 2014 che, per converso, è risultata utile a contribuire al mantenimento di quelle risorse idriche alpine messe a dura prova dal fenomeno complessivo, arginando così una situazione originata dallo stesso movente iniziale.

Risulta comunque evidente che fare affidamento su imprevisti climatici per arginare gli effetti prodotti da altri mutamenti climatici risulta essere una strada difficilmente percorribile e che, a meno che non si giunga presto ad una reale riduzione delle emissioni ad effetto serra, il problema è destinato a ripresentarsi e peggiorare, portando così il riscaldamento globale al cuore della nostra attenzione, dopo anni di isolamento presso le lontane periferie del mondo.

 

Hotel President Natale 2015
Ideato un semaforo smart contro lo smog

Una recente ricerca condotta in Inghilterra ha mostrato come le maggiori concentrazioni di polveri sottili si annidino in prossimità delle lanterne semaforiche e come le continue soste forzate e ripartenze rappresentino l'incentivo per lo sviluppo di un'autentica camera a gas, in grado di rendere molto più pernicioso il semplice senso fastidio legato alla presenza della luce rossa.

Con l'intento di limitare al minimo indispensabile le emissioni di Co2 e di gas ad effetto serra in prossimità degli incroci regolati dai semafori, un'equipe di ricercatori facenti capo al Massachussetts Institute of Technology (meglio noto come Mit) di Boston sta ultimando la progettazioni di particolari lanterne semaforiche “smart” in grado di limitare al minimo indispensabile le soste, in caso non sussistano le reali condizioni di traffico necessarie ad imporre uno stop prolungato.

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I semafori “intelligenti” basano il loro funzionamento sull'elaborazione di un particolare algoritmo in grado di determinare il tempo di sosta utile, incrociando i dati rilevati relativi alle condizioni della viabilità e al numero di polveri sottili presenti nello spazio aereo soprastante al dispositivo, andando così ad ottimizzare la regolazione luminosa sulla base della duplice esigenza legata al traffico e ai livelli di inquinamento.

Un primo test effettuato mediante la simulazione delle condizioni di traffico abitualmente presenti nella città svizzera di Losanna ha mostrato come l'adozione di particolari semafori smart risulti funzionale ad abbassare i livelli di polveri sottili presenti nei grandi centri urbani, senza che l'introduzione del dispositivo comportasse rallentamenti nella normale viabilità della città virtuale.

Data l'incidenza dell'inquinamento sui cambiamenti climatici e sull'esplosione di patologie, ormai non più circoscritte ai semplici casi limite, un abbattimento delle polveri sottili potrebbe rapidamente risultare funzionale alla salvaguardia dell'eco-sistema e della salute umana, stretta nella duplice morsa legata a condizioni ambientali e ricorso a terapie farmacologiche invasive, ormai diventate lo standard terapeutico globale scapito di rimedi naturali di tipo termale e dell'attenzione al fattore prevenzione.

Ben venga dunque l'invenzione degli studiosi del Mit, la cui adozione pare realmente in grado di rendere le nostre città un po' più vivibili e di restituire le soste forzate davanti ai semafori a quel semplice senso di fastidioso psicologico, probabilmente tedioso, ma decisamente non quanto una camera a gas.

 

Grand Hotel Terme

Viale Stazione, 21 Montegrotto Terme (PD) Italy
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Il Grand Hotel Terme si trova nel cuore dei Colli Euganei, a poca distanza da citta' d'arte come Venezia, Padova, Verona e Vicenza, nella verde cittadina di Montegrotto Terme che, insieme ad Abano Terme, da' vita alla stazione termale piu' grande e rinomata d'Europa: le Terme Euganee. La nostra specialita' e' prenderci cura di voi facendovi sentire la familiarita' di casa e coccolandovi con gli agi propri di un 5 stelle.

Energia elettrica prodotta a partire da giostre e giochi per bambini

Se il Tempo lenisce per definizione ogni ferita e ogni dolore, il trascorrere degli anni comporta spesso anche la perdita di una memoria legata alle nostre prime fasi delle nostra vita e il conseguente stupore di fronte alla vitalità e all'inesauribile energia mostrata dai bambini nel corso di svolgimento delle loro attività preferite.

I responsabili dell'organizzazione Empower Playgrounds, probabilmente alle prese con uno stupore verso il mondo infantile ancor più accentuato di quello normalmente percepito, hanno deciso di sfruttare la metaforica energia presente nei bambini per riconvertirla in altrettanta energia elettrica, dotata di una valenza forse meno simbolico e affascinante, ma sicuramente più pragmatica, soprattutto in nazioni come il Ghana, dove la reperibilità di fonti di approvvigionamento energetico assume spesso connotazioni endemiche.

ghanaenergia

All'interno dell'isola di Pediatorkope è stato infatti realizzato un particolare parco giochi che consente di tramutare giostre, altalene e divertimenti tipicamente infantili in altrettanti fonti di energia rinnovabile, sfruttando l'incessante moto prodotto dai bambini locali per alimentare turbine in grado di convertire l'energia cinetica prodotta durante il gioco in altrettanta energia elettrica destinata ad usi domestici.

Il progetto di riconversione energetico, attualmente presente in 42 scuole ubicate nella nazione africana, mira a colmare la duplice carenza presente in Ghana legata alla disponibilità di spazi sicuri per i minori e di reperibilità di energie elettrica, andando a cogliere i proverbiali due piccioni con la fava rappresentata appunto da turbine camuffate ad arte da giostre, pienamente in grado di sfruttare l'azione prodotta durante il gioco per garantire alle dimore degli stessi bambini il quantitativo energetico necessario ad illuminare le loro stanze durante le ore serali.

Non vi è dubbio alcuno che la trovata messa in campo da Empower Playgrounds rappresenti un mirabile esempio di sfruttamento (inteso in senso squisitamente tecnico) di risorse in un'ottica finalizzata alla realizzazione di fonti energetiche sempre più green e sempre più a portata di mano anche in zone del Pianeta isolate o particolarmente povere e il tutto, sfruttando quel principio che consente la piena conversione dell'energia; totalmente reversibile a differenza di quella strana memoria che produce in noi uno stupore infinito ogni volta che osserviamo un bambino giocare.

 

Hotel Ascona

Via Signor in Croce 1 - CH - 6612 Ascona - Svizzera
Tel: +41 (0) 91 785 15 15 - Fax: +41 (0) 91 785 15 30
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Sul leggendario Monte Verita', l'Hotel Ascona ha una vista meravigliosa sul Lago Maggiore e sulle montagne. Grazie alla sua posizione privilegiata in collina e' una meta esclusiva. La piazza di Ascona, sul lungolago, luogo raffinato e di grande fascino, e' a pochi passi dall'albergo. Con una bella passeggiata, la mondanita' e' raggiungibile in 7 minuti.

Per venerdì 20 Marzo prevista l'eclissi del secolo

Fatta eccezione per la sua metaforica assenza legata alle giornate uggiose, la luce solare rappresenta forse l'unica costante in grado di definire modalità e tempistiche legate al corso della vita sulla Terra, al punto che la sua breve scomparsa dovuta alla sovrapposizione con il cono d'ombra prodotto dalla Luna, assume valenze mistiche ed affascinanti fin dalle epoche più remote della nostra storia.

Anche spogliate degli oscuri presagi che accompagnavano la loro primitiva percezione, le eclissi di sole conservano un fascino astronomico unico e in caso vi sia dato di assistere di persona al fenomeno, la prossima eclissi prevista per venerdì 20 Marzo potrebbe risultare addirittura più entusiasmante ed epocale di quanto percepito fino ad ora.

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Già ribattezzata come "eclissi del secolo", l'oscuramento del sole visibile in Europa tra pochi giorni possiede infatti un'infinità di motivi di interesse, legati quella sua particolarissima cadenza e alle modalità visive attraverso le quali si manifesterà

Dal lontano 1662 non è dato di ricordare, memoria storica alla mano, un'altra eclissi avvenuta proprio durante l'equinozio di primavera, in quella parrticolare giornata, cioè, in cui la durata delle ore di luce viene a coincidere con quella relativa alle ore di buio, dando il via all'avvento delle nuova stagione astronomica destinata a concludersi con il successivo equinozio invernale.

Oltre a coincidere con l'equinozio, l'eclissi totale di sole del 20 Marzo prossimo si troverà inoltre a corrispondere con fine della notte polare, vale a dire con il ritorno dell'astro luminoso nelle zone artiche a seguito della consueta assenza invernale durata per ben sei mesi, dando vita ad un evento più unico che raro che si manifesta ogni 500 mila anni circa.

Ad arricchire ulteriormente di significati simbolici ed astronomici un evento già denso di suo ci penserà infine il passaggio della Stazione Spaziale Internzaionale, con a bordo la nostra Samantha Cistoforetti, che farà da contorno coreografico alla visione solare nel sud della Spagna, andando a transitare davanti al Sole proprio in concomitanza dell'eclissi.

Ricordando che la visione totale dell'eclissi sarà visibile solo nel nord Europa, verso le ore 10.30 del mattino anche in Italia sarà comunque possibile assitere ad un oscuramento parziale dell'astro luminoso ed partecipare così in qualità di spettatori ad un fenomeno astronomico dalla portata storica, in grado di interrompere idealmente quella costante sulla quale basiamo la totalità delle nostre vite, giornate uggiose incluse.

 

Excel Hotel Milano 3

Palazzo dei Cigni - Piazza Marco Polo - 20080 - Basiglio (MI)
Tel. +39 02907461 - Fax +39 0290754036
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Excel Milano 3 e' un complesso residenziale e alberghiero immerso nel verde di un lussuoso quartiere residenziale in zona Milano Sud: affacciato direttamente sul lago, il resort coniuga la perfetta efficienza delle strutture piu' moderne al fascino di un ambiente assolutamente unico. Sito in posizione strategica rispetto alla citta' di Milano, in prossimita' di importanti attrattori.

Condizionatori addio grazie a mattoni stampati in 3D?

Quasi in virtù di un crudele paradosso, uno dei più noti e diffusi modelli di condizionatori per ambiente domestici prende il nome da una specie di animale artica, senza tuttavia preoccuparsi troppo del fatto che le emissioni di Co2 operate dalla diffusione dei condizionatori potrebbero entro breve portare all'estinzione di quelle medesime simpatiche creature alle quale si ispirava il principio refrigerante.

Per ovviare all'inconveniente e consentire ai poveri pinguini di proliferare in santa pace per qualche millennio ancora, i ricercatori facenti capo all'azienda Emerging Objects hanno messo a punto un particolare sistema di refrigerazione per ambienti domestici, adatto ai climi caldi e secchi, che consente di supplire alla perfezione all'azione prodotta dai condizionatori in un modo decisamente più economico ed eco-sostenibile.

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Grazie alla creazione di particolari mattoni in ceramica, realizzati a partire da apposite stampanti 3D, risulterebbe infatti possibile proteggere un ambiente chiuso dalla morsa del caldo e refrigerare l'atmosfera circostante sfruttando l'antico sistema denominato raffrescamento evaporativo.

In pratica, l'elevato livello di porosità dei mattoni 3D consente di imprigionare le particelle d'acqua che provengono dall'esterno in modo da trattenere la componente “calda” e consentire il passaggio di aria fresca all'interno, andando a tagliare, tra l'altro, in modo significativo bollette ed emissioni di Co2.

La tecnologia impiegata consiste in realtà in una sorta di rilettura moderna di quanto già ideato dall'alba dei tempi, allorché l'unico modo per proteggersi di fronte all'afa eccessiva era rappresentato dalla possibilità di imprigionare il caldo all'interno di particolari materiali porosi, utili a rendere impermeabile l'ambiente e a consentire il transito di aria fresca.

Grazie all'ideazione della tecnologia legata alle stampanti 3D sarà dunque possibile entro breve giungere a sistemi di refrigerazione a basso impatto ambientale e sfruttare la naturale conformazione delle nostre abitazioni per produrre fresco artificiale e, logicamente, per consentire ai pinguini di sopravvivere sereni di fronte a possibili scioglimenti dei ghiacciai artici, causati dall'uso indiscriminato di condizionatori dal nome quantomeno paradossale.

 

Grand Hotel Terme

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Il Grand Hotel Terme si trova nel cuore dei Colli Euganei, a poca distanza da citta' d'arte come Venezia, Padova, Verona e Vicenza, nella verde cittadina di Montegrotto Terme che, insieme ad Abano Terme, da' vita alla stazione termale piu' grande e rinomata d'Europa: le Terme Euganee. La nostra specialita' e' prenderci cura di voi facendovi sentire la familiarita' di casa e coccolandovi con gli agi propri di un 5 stelle.

Dal Politecnico di Torino una barriera per contenere il petrolio in mare

Per quanto la facciata delle istituzioni globali proponga costantemente nuove soluzioni mirate al reperimento di fonti energetiche pulite alternative, la realtà dei fatti parla di un mondo che si regge ancora sul petrolio e che continuerà a farlo per lungo tempo, a prescindere dalla scarsa economicità della materia prima (fatta eccezione per il crollo di prezzi di questi giorni), dal possibile esaurimento delle fonti e da tutti quegli “incidenti” che portano spesso il greggio a riversarsi in mare causando ingenti danni all'ecosistema.

Trovandosi nell'impossibilità di risolvere le prime due problematiche, un gruppo di studenti della Scuola di Dottorato Politecnico di Torino pare sia riuscito ad escogitare quantomeno un sistema in grado di ridurre l'impatto dei riversamenti petroliferi in mare, attraverso l'ideazione di una barriera marittima ad hoc in grado di contenere la “marea nera” e di salvaguardare (per quanto possibile) l'habitat circostante.

petroliopolitecnico

Il progetto torinese, che si è classificato al secondo posto nel corso della competizione internazionale "ESA's S2UN Challenge", basa la sua azione su una serie di barriere semoventi ideate per venire agevolmente trasportate sulle navi e per venire spiegate e ripiegate in base alla localizzazione dell'emergenza petrolifera, di modo da riuscire a ad arginare l'incedere dei riversamenti in concomitanza con quelle specifiche aree che si intende proteggere per ragioni naturalistiche e ambientali.

La vera novità del progetto denominato PIER (Petroleum Innovative Enviromental Remediation) consiste nel fatto che la struttura sfrutta materiali impiegati nell'ingegneria aerospaziale per dar vita ad una senbarriera in grado di estendersi fino a 12 volte le sue dimensioni originali in soli 30 minuti e senza il ricorso a strutture metalliche in grado di produrre un ingombro maggiore in fase di trasporto.

La struttura progettata dagli studenti di Torino potrebbe in un immediato futuro costituire un agevole supporto per tute quelle imbarcazioni commerciali che si trovano a dover trasportare ingenti quantità di petrolio e che potrebbero così evitare di scatenare un ennesimo disastro ambientale, sempre in attesa che il mondo si riconverta davvero in direzioni di fonti energetiche alternative e pulite.

Hotel Atlantic

Via Lanzo,163 - 165 - 10071 BORGARO TORINO
Tel. +39 011 4500055 - Fax +39 011470178
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Il Centro Congressi Quality Hotel Atlantic di Torino e' un albergo di concezione moderna, di gusto elegante e raffinato e con ambienti caldi ed accoglienti ideali sia per riunioni di lavoro che per un sano e rilassato riposo dopo una giornata impegnativa. Un hotel con spa, situato in un punto nevralgico della primissima cintura nord di Torino, a 3 Km. dall'aeroporto di Caselle.

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