Influenza: già 40 decessi e picco in arrivo
Una nota pubblicità di un medicinale contro i sintomi dell'influenza sostiene (a ragione) che il quadro sintomatologico relativo al fenomeno sia destinato a risultare identico tanto nei soggetti di sesso maschile quanto in quelli di sesso femminile e che, per tanto, la cura da seguire debba avvenire attraverso modalità analoghe.
Quello che lo spot non dice è che distinguere l'effettivo quadro sintomatologico dell'influenza dalle numerose sindromi para-influenzali non è poi così semplice, anche a fronte di un periodo dell'anno che dovrebbe lasciar presagire l'inequivocabilità delle manifestazioni febbrili e dei dolori connessi con la contrazione dei virus A/H1N1 e A/H3N2.

Proprio a partire dalla mancata comprensione della tipologia di agente patogeno contratto e dal conseguente mancato ricorso a cure adeguate si possono originare situazioni al limite dell'emergenza, che hanno visto durante i giorni scorsi 239 casi gravi registrati nelle strutture ospedaliere italiane e 40 decessi avvenuti a seguito di complicazioni legate all'azione dei virus.
La maggior parte dei soggetti che si sono trovati in pericolo di vita a causa dell'influenza stagionale (84%) presentava una pregressa storia di patologie cardiache e il 77% dei decessi si è originato a partire d fattori di rischio che si sono sommati all'azione dei ceppi virali.
In attesa che il picco si manifesti nel corso dei prossimi giorni, portando con sé un ulteriore carico di ansie e preoccupazioni, i dati diffusi dall'osservatorio tematico Flunews invitano ad ulteriore prudenza per tutti i soggetti considerati a “rischio” e ad un'attenta disamina della propria condizione, finalizzata ad una corretta terapia.
Innanzitutto, bisogna ricordare che il ricorso a copertura vaccinale potrebbe non risultare sufficiente ad impedire il contagio, dal momento che il ceppo di tipo A/H3N2 pare in grado di sfuggire alle maglie della misura profilattica adottata a causa di una mutazione genetica non prevista dai ricercatori.
Occorre inoltre prestare attenzione ai sintomi che si manifestano a alla loro durata: affinché si possa parlare di effettivo contagio influenzale occorre infatti che una condizione di febbre elevata (sopra i 38 gradi celsius) si manifesti in concomitanza con almeno una problematica di tipo respiratorio e che il tradizionale quadro di affaticamento si accompagni ai fenomeni.
In caso dunque, anche a fronte di un'avvenuta vaccinazione, doveste riscontrare la presenza dei tre fattori sopracitati sarebbe opportuno informare il vostro medico curante e cercare una terapia in grado di scongiurare l'insorgenza di ulteriori problematiche, a prescindere dai facili rimedi offerti da note pubblicità e da quel ricorso all'automedicazione che tutto banalizza e tutto complica.




