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Anestesia epidurale solo per due partorienti su dieci

15 Mag 2015
Anestesia epidurale solo per due partorienti su dieci

La maggior parte delle mamme è solita ripetere che i dolori provati durante il parto spariscono magicamente non appena la piccola creatura si posa sul loro grembo e che tutta la fatica connessa con travaglio, scivola nell'oblio al primo vagito del bimbo: beh, non è vero niente.

Per quanto la gioia di mettere al mondo un figlio supera qualunque forma di dolore possibile e immaginabile (se così non fosse, ci saremmo già estinti lasciando la Terra in mano degli elefanti), il parto resta, anche nel ventunesimo secolo, un evento traumatico, in seguito al quale occorre un lungo periodo di recupero psico-fisico, prima di poter riacquisire la normale condizione corporea e poter godere appieno delle gioie derivanti dalla nuova condizione.

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Per cercare di alleviare un po' del dolore fisico connesso con il parto è stata da tempo ideata una particoalre anestesia, effettuata mediante un sottile catetere inserito nella schiena della gestante, che prende il nome di partoanalgesia epidurale (o peridurale, a seconda della radice greca o latina); invenzione che pare tuttavia non trovare troppo seguito tra le future mamme italiane.

Da un recente convegno della Siaarti (Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva) è infatti emerso che solo il 20% delle partorienti italiane fa ricorso all'anestesia epidurale, nonostante il servizio sia stato incluso nei Livelli essenziali di Assistenza (e quindi sia gratuito) e nonostante non esista alcuna evidenza statistica riguardo a reali complicazioni, cefalea esclusa, a seguito dell'intervento.

La percentuale italiana segna un netto ritardo rispetto alla media dei paesi europei, dove vengono toccate punte statistiche pari al 75% in Francia o al 60% in Spagna ed evidenzia una diffuso scetticismo nostrano nei confronti di una pratica molto apprezzata altrove.

Sulla decisione di non ricorrere a partoanalgesia influiscono numerose motivazioni, legate in parte ad una mancanza di informazione e in parte all'eccessiva frammentazione del nostro sistema sanitario, nel quale risulta spesso difficile capire a chi rivolgersi per interventi di vitale importanza e dove tutto il resto viene considerato come trascurabile

Nel pieno rispetto delle decisioni individuali ricordiamo comunque che la partoanalgesia non inficia le sensazioni provate durante il travaglio, né rende meno “naturale” il lieto evento; semplicemente riduce un po'quell'immenso dolore, spesso difficile da superare o dimenticare, nonstante i racconti di coloro che hanno superato da anni il piccolo trauma,

 

Cinese di Maputo

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