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Saltare i pasti è controproducente: fa venire la pancetta

26 Mag 2015
Saltare i pasti è controproducente: fa venire la pancetta

La più comune delle esperienze insegna che, qualora si desideri dismettere un brutto vizio, il metodo più semplice e drastico per raggiungere l'obiettivo consiste nell'allontanare da sé il cattivo uso ed ogni fonte di tentazione ad esso associata, sia esso alcool, sigarette o gioco d'azzardo.

Tutto questo, logicamente, è sempre vero tranne nel caso del sovrappeso, subdolo nemico della salute di milioni di Italiani, la cui eliminazione comporta strategie d'azione molto più complesse e raffinate di quelle che prevedono il digiuno assoluto o il salto dei pasti da effettuarsi in modo sistematico.

saltarepastopancetta

Secondo una ricerca condotta dalla Ohio State University, la diffusa pratica consistente nel digiuno ad intervalli risulterebbe infatti controproducente rispetto all'obiettivo prefisso e un frequente “salto dei pasti” spingerebbe il nostro organismo in direzione di un effetto boomerang destinato a riverberarsi in un'accentuazione di quella stessa pancetta che si intendeva eliminare.

Nel corso di un meticoloso esperimento condotto sulle cavie dal laboratorio, i ricercatori americani hanno infatti scoperto che concentrare tutte le calorie quotidiane (anche in numero ridotto rispetto al fabbisogno) in un unico pasto produrrebbe un effetto metabolico di tipo inverso, destinato a concludersi con un aumento di peso e con la crescita del grasso addominale.

In sostanza, coloro che cercano di seguire diete radicali o sbilanciate, consistenti in un unico pasto al giorno, si troverebbero soggetti al rischio di accumulare massa grassa nel girovita, con conseguente fallimento dell'obiettivo iniziale e genesi di nuovi rischi per l salute (il diabete di tipo 2, ad esempio) che trovano il loro terreno di insorgenza proprio in un'eccessiva adiposità addominale.

I medici dell'Ohio sono giunti a questa conclusione dopo aver suddiviso i topi reclutati durante l'esperimento in due distinti gruppi, di modo che ad un gruppo di cavie venisse somministrata auna dieta controllata e bilanciata, mentre l'altro gruppo fosse alimentato forzatamente una sola volta al giorno con un pasto consistente nella metà esatta del suo fabbisogno calorico quotidiano.

Al termine del breve test, è emerso che il gruppo che si era nutrito solo una volta al giorno aveva fatto registrare un lieve aumento di peso rispetto alla soglia iniziale e che il grasso sviluppato si era localizzato nella zona addominale, dando vita al corrispettivo animale dell'umanissima pancetta.

Lo studio pubblicato sul Journal of Nutiritional Biochemistry ha dunque mostrato il fallimento, già ampiamente postulato in precedenza, di quelle tipologie di diete basate sull'eliminazione dei pasti e mostrato come, per perdere peso, occorrano strategie diverse e più sofisticate di quelle che prevedono il semplice allontanamento di un soggetto dai suoi annosi vizi alimentari.

 

 

Cinese di Maputo

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