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In barca a vela per battere la leucemia

22 Giu 2015
In barca a vela per battere la leucemia

Anche prima che venisse apposto loro il suffisso “-terapia”, era ampiamente noto che i piccoli piaceri della vita costituiscono non solo un'ottima occasione per rilassare la mente di fronte all'insorgenza di terribili patologie, ma spesso il movente per un'autentica cura, condotta attraverso la ricerca di componenti in gradi di allentare la tensione emotiva e di favorire l'azione messa in campo dal sistema immunitario.

In occasione della decima Giornata nazionale per la lotta contro le leucemie, linfomi e mieloma di ieri, 21 Giugno, i responsabili della Ail hanno deciso di realizzare una singolare iniziativa incentrata sulla velaterapia per consentire ai malati di vivere un'esperienza furi dagli schemi e potenzialmente utile per il recupero del benessere psico-fisico messo a dura prova dalla patologia.

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Il progetto “Sognando Itaca”, giunto alla sua settima edizione, consiste in un lungo viaggio condotto da Trieste a Palermo con l'intento di promuovere un sistema terapeutico sempre più apprezzato ad ogni latitudine, relativamente economico e incentrato sul rapporto diretto con una dimensione marittima in grado di trasmettere serenità e quiete interiore, al fine di contribuire a configgere la subdola minaccia presente nei tumori del sangue.

L'approccio definito come velaterapia si basa sostanzialmente sulla compresenza di scenari naturalistici di primissimo livello e sull'assunzione di quel carico di responsabilità necessario a far sì che la barca a vela proceda secondo gli esiti e la direzione sperata: ponendo numerosi soggetti affetti da svariate patologie a diretto contatto con skipper professionisti ed esperti risulta cioè possibile giungere ad un perfetto mix tra attività fisica e realx, funzionale ad aumentare le risposte del sistema immunitario e a favorire la remissione di un quadro sintomatologico in cui, spesso, stress e carico di angoscia giocano la parte del leone.

Incentrata sul tema “Ematologia di precisione”, la giornata nazionale di ieri ha dunque visto il progetto Itaca solcare e acque del Mediterraneo in direzione della Sicilia, dando prova di come i piccoli piaceri della vita possano contribuire, se abbinati alle doverose terapie farmacologiche, a migliorare le condizioni di salute dei pazienti secondo uno schema ben noto fin dai tempi in cui si veleggiava per diletto e il suffisso “-terapia” era ancora ben lungi da venire.

 

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