La dieta mima digiuno allunga la vita e rallenta l'invecchiamento In evidenza
Dopo aver indagato per decenni il rapporto che lega l'alimentazione alla longevità, andando ad analizzare nel dettaglio l'influenza di tutti i principi alimentari sull'aspettativa di vita media, il mondo della ricerca scientifica pare orientato, in questi ultimi anni, in direzione di una soluzione che pone l'accento più sulla quantità di calorie ingerite che sulla loro effettiva qualità, suggerendo che una dieta a basso apporto calorico rappresenti l'agognato elisir di lunga vita.
Celebre in tutto il mondo per le sue ricerche compiute sul rapporto che lega l'eccesso di proteine animali e lo sviluppo del cancro (secondo modalità decisamente meno ideologizzate di quelle diffuse dal China Study e omologhi), il dottor Valter Longo della University of Southern California (USC) pare aver trovato una chiave di volta nutrizionale, individuando in una particolare dieta, detta mima digiuno (Dmd), l'elemento in grado di produrre il desiderato allungamento della vita media, consentendo al contempo il mantenimento di uno stato di salute apprezzabile nel corso degli anni.

Teorizzatore dei benefici del digiuno controllato per constrastare gli effetti della chemioterapia e della proliferazione tumorale stessa, Valter Longo ritiene che la capacità di digiunare ad intermittenza riesca a spingere il nostro sistema immunitario in direzione di una completa palingenesi, in grado di renderlo più efficace contro le aggressioni esterne e contro l'usura cellulare messa in campo dall'azione del tempo.
In sostanza, secondo gli studi del dottor Longo, riuscire a digiunare per brevi periodi ogni tre o sei mesi sotto controllo medico riuscirebbe a consentire un rinnovamento cellulare in grado di rafforzare le nostre comuni difese immunitarie e di allontanare la possibilità di insorgenza di numerose patologie, cancro in primis.
Premesso che il termine “mima digiuno” è piuttosto astratto e soggetto a caratteristiche individuali, Valter Longo intende con questa sigla non un'assenza di cibo tou-court ma la messa in atto di un regime alimentare fortemente ipo-calorico e quasi privo di proteine, secondo uno schema variabile ma accomunato dalla messa al bando temporanea delle componenti proteiche e dalla ricerca di un ridottissimo apporto calorico da ripetersi ogni tre o sei mesi.
Lontano dal giungere a soluzioni semplicistiche simili a quelle presenti all'interno della varie leggende metropolitane presenti sul Web, l'approccio di valer Longo si basa cioè sulla costante presenza di un ridotto apporto calorico, portato all'eccesso per brevi periodi di cura e finalizzato ad amplificare i benefici già presenti, secondo il ricercatore, in uno stile di vita a basso consumo di calorie e a stretto controllo di proteine.
Dopo aver dimostrato le sue teorie su un lungo esperimento compiuto sui topi, il dottor Longo mira ora a darne una riprova in ambito umano per giungere così al termine di un lungo processo di ricerca medica che ha spostato sempre più l'accento sulla quantità delle calorie ingerite come fattore in grado di contrastare l'invecchiamento, senza tuttavia trascurare troppo quella qualità al centro dell'attenzione per decenni, seppur in modo decisamente più controverso.





